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| 09 nov 2017 | 12:37

Malattie, Fenalt: ''No alle visite fiscali dell'Inps, norme da chiarire con Rossi''

Il sindacato si rivolge al governatore per chiedere dettagli. Un'uscita questa che rischia di mettere in imbarazzo gli stessi iscritti alla Fenalt

TRENTO. "C'è grande confusione sulle visite fiscali", attacca Maurizio Valentinotti, segretario generale della Fenalt. "Non c'è giorno - prosegue - che i lavoratori del comparto pubblico provinciale non ci chiedano quali siano le fasce orarie delle visite del medico fiscale a causa di comunicazioni che appaiono sulla stampa o su internet".

 

Un'uscita questa che ricorda però quella di Walter Zenga contro l'Argentina al mondiale di Italia '90, cioè a vuoto, per un tema molto delicato e che rischia di mettere in imbarazzo gli stessi iscritti al sindacato del comparto pubblico.

 

Un quadro complesso che prevede alcune eccezioni (depressione e infarto), ma anche la distinzione tra infortunio sul lavoro o 'privato', situazioni da valutare caso per caso, ma in fondo se un dipendente è assente dal posto di lavoro perché purtroppo malato, quale la necessità di avere chiare le fasce orarie per le eventuali visite fiscali e perché infastidirsi per l'arrivo degli addetti? Ma soprattutto a questa domanda non sa rispondere direttamente la Fenalt senza arrivare a mezzo stampa? Anche perché ogni mancato rispetto delle fasce per motivi d'urgenza possono essere comunicate al datore di lavoro, anche per telefono, mentre le patologie gravi non sono soggette alle visite fiscali. 

 

Una situazione a detta del sindacato complicata dal fatto che si aggiungono le molteplici segnalazioni dai parte degli iscritti di visite effettuate direttamente dai medici di Inps secondo i regolamenti e le fasce vigenti a livello nazionale.

 

"Ci chiediamo - dice Valentinotti - come sia possibile dato che non è arrivata ai lavoratori alcuna circolare che indichi modalità differenti da quelle in vigore da anni".

 

Il sindacato si rivolge così, tramite una nota (sotto) al presidente Ugo Rossi. "C'è - evidenzia la Fenalt - qualche ingranaggio non allineato: come fa Inps a inviare visite fiscali, e a chi manda il conto? E come fa a pretendere il rispetto di regole e fasce differenti da quelle comunicate ai lavoratori dal datore di lavoro? Serve arrivare subito ad un accordo con i sindacati sulle modalità di effettuazione delle visite fiscali, per poi deliberare il nuovo regolamento valevole per tutti gli enti". Forse in questa sede ci si potrebbe accordare per equiparare le fasce dei dipendenti pubblici o quelle dei lavoratori privati o viceversa.

 

Nel mirino le regole fissate a livello contrattuale, "sulla base - conclude Valentinotti - delle disposizioni fissate in parte con legge dalla Provincia (in assestamento di bilancio) e in parte con un 'accordino' sottoscritto dai sindacati confederali. Positivo se non fosse a termine perché le nuove regole saranno fissate dalla Giunta e saranno valevoli dal 1 gennaio 2018, salvo che a livello nazionale non si voglia minare la nostra autonomia anche in questo aspetto gestionale".

 

Una memoria corta per la Fenalt: l'accordo per il riordino delle visite fiscali non è stato, infatti, sottoscritto proprio da questo sindacato, che ora si vede applicare il contratto nazionale, certamente non una normativa di serie B, ma che presuppone altre modalità rispetto a quella provinciale. Insomma non è chiaro se interessa maggiormente tutelare i lavoratori oppure le proprie scelte.  

 

 

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