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| 12 ott 2017 | 18:51

Piante abbattute, pietrisco e traversine: parte del materiale dei lavori alla ferrovia della Valsugana "compare" su una riva del Fersina e la alza di vari metri

La zona si trova risalendo il corso del fiume partendo da Ponte Alto, poco sotto i cavalcavia della SS47. Il materiale, probabilmente, è stato gettato dall'alto dove passa la ferrovia, questa estate (VIDEO ALL'INTERNO)

TRENTO. C'era anche un discorso di tutela ambientale dietro i lavori di manutenzione straordinaria della Ferrovia della Valsugana fatti questa estate, eppure la montagna di detriti scaricati lungo l'alveo del Fersina proprio a un danno ambientale farebbe pensare. Lo diciamo, la zona è impervia, raggiunta da pochi, per lo più pescatori o scalatori che risalgono il corso del torrente partendo da Ponte Alto. Si trova poco sotto i cavalcavia della SS47, ma a vederlo fa davvero impressione. Il terreno in alcuni punti ha completamente cambiando la sua conformazione alzandosi anche di due/tre metri e questo per un'estensione di qualche centinaio di metri quadri. Molti alberi sono stati abbattuti e molte piante sono state sradicate.

 


 


 

Insomma, in parole povere, è stata completamente cambiata la conformazione della riva sinistra del fiume in quel punto (con tutto quello che ne potrebbe conseguire in una prospettiva futura). Il tutto da un giorno all'altro. Come? Esattamente sopra alla parete in questione passa la ferrovia della Valsugana che questa estate è stata oggetto di svariati lavori di manutenzione.

 


 

Nello specifico sono stati eseguiti interventi di rinnovamento dell'armamento e dei binari per tutta la tratta Trento-Bassano, è stato rifatta l'impermeabilizzazione della galleria di San Rocco (Villazzano) ed è stata stabilizzata la scarpata in corrispondenza di Trento San Bartolomeo (ma si è anche potenziato il sistema di supervisione centralizzato del traffico). Il tutto in una prospettiva di elettrificazione della linea.

 

 

 

 

Il materiale trovato lungo il Fersina, quasi certamente, proviene da lì, dalla ferrovia e dai cantieri di questa estate. E la "pistola fumante" è davanti agli occhi. Tutto il materiale è di provenienza ferroviaria: la montagna di detriti è composta essenzialmente dal pietrisco che viene normalmente depositato tra i binari, il cosiddetto ballast, e qua e là ecco spuntare traversine ferroviarie, piloncini e attacchi con bulloni di ferro. Insomma pare ci si sia liberati del materiale in più e di quello obsoleto in questo modo che a noi pare poco ortodosso, gettandolo dall'alto. Da un'altezza di un centinaio di metri e le immagini scattate da pescatori ai primi di agosto renderebbero il tutto ancor più evidente visto che questa estate la roccia della parete risultava chiara, come se fosse stata "grattata" di recente. Oggi, invece, si è nuovamente ricoperta di vegetazione e piante. 

 


 

Insomma, il fiume ora ha una nuova riva in quel tratto e le piante devono rifarsi strada tra pietre e pezzi di ferro per recuperare il loro spazio. Ma per l'ambiente questo ed altro.

 


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