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"Sbagliano" le stime sulla Centrale di San Colombano: 400 mila euro in meno di Ici/Imu/Imis per alcuni Comuni

L'opera gravita sulle amministrazioni di Trambileno, Folgaria e Terragnolo. I due dipendenti del catasto sono stati segnalati dalla Guardia di Finanza alla Corte dei Conti che li ha citati in giudizio

Pubblicato il - 11 novembre 2017 - 18:47

TRAMBILENO. Sarebbe stato stimato un danno erariale di circa 400 mila euro. Un ammanco alle casse di alcuni comuni trentini (per non ricevuto gettito Ici/Imu/Imis) per una erronea determinazione della rendita catastale della centrale idroelettrica di San Colombano. La segnalazione è arrivata alla Corte dei Conti direttamente dalla Guardia di Finanza che nell'ambito di attività di controllo volte proprio a tutelare le entrate erariali e le spese pubbliche ha compiuto delle verifiche sulla struttura di Terragnolo.

 

Risultato: due appartenenti al Servizio Catasto della Provincia Autonoma di Trento, non avrebbero rispettato i principi di stima della rendita catastale dei terreni su cui insiste la Centrale di San Colombano ma avrebbero effettuato la determinazione della rendita catastale con una metodologia che dal 2007 al 2016 avrebbe comportato minori entrate per 391.832 euro per i Comuni dove gravita l'opera. 

 

L'impianto idroelettrico di S. Colombano utilizza, attraverso due diverse derivazioni, le acque del torrente Leno di Terragnolo, dei rii Pasaul, Cavallo, Pignatte e Scarabozza, nonché quelle del torrente Leno di Vallarsa e le opere di captazione delle acque, di derivazione e di scarico si trovano nei comuni di Terragnolo, Folgaria e Trambileno.

 

Le indagini, iniziate nell’agosto del 2015, sono state svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Trento in stretta sinergia con la Procura Regionale della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per il Trentino Alto Adige, sede di Trento. A seguito degli accertamenti condotti, è stata segnalata alla Corte dei Conti la responsabilità di due appartenenti al Servizio Catasto. Da un lato ci sarebbe il mancato rispettato i principi di stima della rendita catastale dei terreni su cui insiste la Centrale dall'altro è emersa una presunta sottostima del valore al metro cubo del “corpo di diga” nonché la mancata considerazione di alcune voci relative ai costi di costruzione e di alcune importanti infrastrutture accessorie, quali strade, gallerie e opere di derivazione, che fanno invece parte integrante della centrale.

 

I quasi 400 mila euro sarebbero venuti, così, a mancare con riguardo alle imposte locali Ici/Imu/Imis di cui la rendita catastale costituisce base imponibile. Sulla base delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, la Procura Regionale della Corte dei Conti ha citato in giudizio, davanti alla locale Sezione giurisdizionale per il Trentino Alto Adige, i due funzionari del Servizio Catasto.

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