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Tre richiedenti asilo violentano una donna, Dorigatti: "Atto indegno" e la Lega protesta in via Fersina

Il fatto è stato ripreso in apertura di Consiglio provinciale, Dorigatti: "La violenza di genere è un fenomeno trasversale", Claudio Cia: "Questa modalità di 'accoglienza' dei profughi è fallita". La Lega: "Responsabilità politica di chi ci sta governando, comprese quelle donne che si sono battute per una legge a tutela del genere femminile per pura demagogia e propaganda elettorale"

Pubblicato il - 15 dicembre 2017 - 18:01

TRENTO. La notizia della violenza di gruppo ai danni di una donna di origine nigeriana (Qui articolo) ha sconvolto opinione pubblica e politica. Tutti, dalla Lega al Pd hanno espresso una ferma condanna (Qui articolo). 

 

Un fatto ripreso oggi in apertura di seduta del Consiglio provinciale. "Un atto orrendo che  indigna e impone una forte condanna e la determinazione a proseguire con maggiore impegno, e con tutti i mezzi possibili, le iniziative di  contrasto e di sensibilizzazione del drammatico fenomeno della violenza di genere", queste le parole del presidente Bruno Dorigatti.

 

"Nell’esprimere tutta la solidarietà alla vittima e l’apprezzamento per l’atto di coraggio nel denunciare i suoi carnefici - aggiunge - l’Istituzione legislativa della nostra Autonomia riafferma quanto già evidenziato in più occasioni, che la violenza di genere è un fenomeno trasversale: non ha tempo, età, 'territorialità', colore della pelle e appartenenze religiose". Si tratta, inoltre, di un fenomeno che in tantissimi casi non è neppure frutto di emarginazione e che, purtroppo, riguarda tutti gli ambienti sociali e culturali della società". 

 

"Un concetto - conclude Dorigatti - che va ribadito proprio ora per evitare che possibili discriminazioni culturali ed etniche riconducano nell’alveo di potenziali xenofobie e populismi un reato così orribile. Così come è di importanza fondamentale esprimere ed evidenziare la gratitudine alle forze dell'ordine per il tempestivo intervento e per alimentare, con il loro impegno, la sicurezza  e la percezione della stessa nel nostro territorio".

 

Interviene anche Claudio Cia di Agire: "Non ci sono parole - dice - per descrivere il nostro disappunto in merito ai fatti avvenuti poche settimane fa: tre nigeriani, richiedenti asilo e giovanissimi, hanno stuprato, rapinato e minacciato una loro connazionale in visita nella nostra Provincia. Successivamente il governatore Ugo Rossi e l’assessore alle politiche sociali Luca Zeni hanno fatto sapere che è stata revocata loro l’accoglienza e ci mancherebbe".

 

"La maggioranza - aggiunge Cia - prenda atto che questa modalità di 'accoglienza' dei profughi è fallita e che fatti del genere gettano ombre e discredito su tutte le nostre istituzioni; altro che castrazione chimica, per fatti del genere si dovrebbe pensare a quella chirurgica. Uomini che evidentemente si ritengono tanto virili nel violare delle donne indifese, senza rendersi conto invece che la vera virilità consiste nel proteggerle. Ovviamente è necessaria anche l’espulsione immediata di fronte a tali indecenze, e se non siamo in grado di sostenere economicamente questo tipo di misure urgenti allora abbiamo un’altra ragione clamorosa per chiudere definitivamente simili progetti di accoglienza, questi si 'senza prospettive', senza continuare ad obbedire agli ordini di Roma".

 

Dopo l'intervento di ieri, questo pomeriggio a Trento, davanti al Centro Profughi, la Lega Nord Trentino si è radunata per chiedere l’espulsione immediata dei tre profughi accusati di stupro.

"Questi tre profughi - spiega il consigliere Maurizio Fugatti - non avevano il diritto di permanere sul nostro territorio, considerato che era stato negato loro lo status di rifugiato, ma le politiche buoniste che contraddistinguono il governo di centrosinistra hanno consentito loro di continuare a girare liberamente, permettendo in tal modo che si consumasse questo brutale atto di violenza".

Gli esponenti del carroccio si soffermano sul fatto che a livello locale, come a livello nazionale, la Lega chiede politiche rigide in tema di immigrazione e al contempo punizioni severe nei confronti di coloro che delinquono sul nostro territorio dopo essere stati ospitati a spese dei cittadini.

"Le politiche di accoglienza del centro sinistra - dicono - si sono dimostrate un fallimento sotto ogni aspetto, quotidianamente i cittadini sono costretti a subire violenze verbali, violenze fisiche e soprusi da parte di queste 'risorse', ma chi governa si limita a guardare da un'altra parte. L’integrazione in questi termini non è possibile, sempre più chiaro è che ci si trova di fronte a culture inconciliabili e che il rispetto per i nostri cittadini, le nostre tradizioni ed i nostri valori si trova sempre più a rischio".

 
"La situazione è fuori controllo - continuano - non è più accettabile. La responsabilità politica di questo è di chi ci sta governando, comprese quelle donne del centro sinistra autonomista che pochi giorni fa si sono battute per una legge a tutela del genere femminile per pura demagogia e per pura propaganda elettorale, mentre quotidianamente votano provvedimenti che contribuiscono a mettere in pericolo le donne. Questo situazione è il frutto delle politiche lassiste del centrosinistra, a cui ha dato il proprio contributo anche il Partito Autonomista, considerato che a livello nazionale, come a livello locale, hanno compiuto scelte sbagliate, che hanno messo e continuano a mettere a rischio la nostra cultura e l’incolumità dei nostri cittadini e delle nostre donne".

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