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Un medico di base in meno, Brentonico alza la voce. Luca Zeni: "Non c'entra la Provincia, gli amministratori si informino"

L'assessore provinciale si dice basito e rammaricato: "Questa materia è disciplinata da leggi statali ed è centrale il contratto sindacale. Il problema sembra la 'fiducia' tra la popolazione e gli altri medici presenti sul territorio che hanno ancora molta disponibilità per acquisire nuovi pazienti"

Pubblicato il - 18 dicembre 2017 - 06:32

BRENTONICO. Tutto l'altopiano è in subbuglio, la notizia che il medico di base che cesserà il servizio non verrà sostituito ha generato preoccupazione. L’Azienda provinciale per i servizi sanitari ha infatti comunicato che non verrà assegnato un nuovo medico e i pazienti dovranno essere seguiti dagli altri 3 professionisti in servizio.

 

Per scongiurare questo 'taglio' si sta muovendo l’amministrazione comunale che incontrerà l'assessore Luca Zeni martedì prossimo. "Il nostro territorio è ampio e poco accessibile - afferma l'assessore Passerini -  c’è grande frammentazione con 10 frazioni alcune delle quali in alta montagna".

 

"Inoltre - continua l'assessore - siamo un paese turistico e la popolazione varia moltissimo in alcuni periodi con 25 mila arrivi l’anno e 2 mila famiglie che qui hanno la seconda casa. Molti sono gli anziani e non scordiamo le esigenze dell’Apsp".

 

L'assessore comunale si fa forza anche della raccolta di firme tra la popolazione e l'obiettivo è quello di convincere l'assessore provinciale Luca Zeni: "Invitiamo Zeni a presenziare a una serata informativa: se a Trento si decide di tagliare, almeno lo si venga a spiegare alla popolazione con cui noi, quotidianamente, ci confrontiamo".

 

Ma Luca Zeni non aspetta martedì per dire quello che pensa, ieri ha raggiunto al telefono l'amministrazione di Brentonico: "Dobbiamo innanzitutto chiarire bene che questa materia è disciplinata da leggi statali ed è centrale il contratto sindacale".

 

Come a dire: troppo semplice prendersela con me e con l'Azienda sanitaria. E forse stufo di fare da parafulmini per ogni cosa sul fronte delle politiche sanitarie, afferma questo: "In Italia i medici di medicina generale sono liberi professionisti convenzionati con l'ente pubblico, e la legge prevede che l'organizzazione deve necessariamente passare da accordo sindacale".

Il medico ha uno stipendio che dipende dal numero di assistiti, e per questo nell'accordo sindacale è previsto che in ogni ambito (i cui confini sono definiti sempre con accordo sindacale) prima di introdurre nuovi medici occorre che vengano "saturati" i medici presenti.

"La Provincia ha più volte chiesto di poter abbassare il numero di pazienti per medico - spiega Zeni - ma i sindacati hanno fino ad ora consentito di arrivare soltanto fino a 1.275 pazienti a medico, prima di poter bandire una zona carente e inserire un nuovo medico".

 
Il caso di Brentonico è analogo ad altri, in questo momento anche a Mezzocorona si sta verificando la medesima situazione (diversa era invece Luserna, dove il medico c'era ma aveva quasi tutti i pazienti al di fuori dell'altipiano).

 

"Un medico va in pensione e gli altri medici presenti hanno ampi spazi di disponibilità per acquisire nuovi pazienti, ma non incontrano la fiducia di una parte dei pazienti del medico andato in pensione". Un problema che non può risolvere la politica, e nemmeno l'assessore Zeni.

"Abbiamo spiegato agli amministratori locali come funziona la legge, perché alcune dichiarazioni che imputavano la situazione alla volontà della Provincia avevano lasciato basiti e rammaricati. Ogni amministratore - ricorda con una punta di polemica l'assessore Zeni - è tenuto ad informarsi sulle regole dell'ordinamento prima di intervenire su un tema".

 

"Da parte della Provincia sono già state stanziate risorse imponenti in aggiunta a quelle vigenti a favore della medicina generale, al fine di modificare il contratto e trovare modalità organizzative migliori, quindi di certo non ci sono riduzioni di risorse sul settore, ma diversi milioni di euro in aggiunta. Ma la Provincia, allo stesso modo dei comuni, non può muoversi contro la legge".

 

 

 

 

 

 

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