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| 10 feb 2018 | 19:55

A Macerata anche i trentini. La partigiana Lidia Menapace nel corteo antifascista: ''Finché avrò voce e forza io manifesterò in mezzo alle persone''

Tra i presenti anche il Centro Sociale Bruno: ''Serve costruire da oggi un percorso reale di mobilitazione dal basso contro qualsiasi rigurgito fascista"

TRENTO. Sono partiti anche dal Trentino i pullman per la grande manifestazione antifascista e antirazzista che si è tenuta oggi a Macerata e che ha visto, secondo gli organizzatori, la presenza di oltre 30 mila persone arrivate da tutta Italia.

Una giornata di mobilitazione nazionale organizzata in solidarietà ai sei migranti rimasti feriti da Luca Traini durante la sparatoria di sabato scorso.

 

Da Trento a Macerata una rappresentanza di Potere al Popolo del Trentino Alto Adige con la presenza della partigiana Lidia Menapace che all'età di 93 anni non ha voluto mancare a questo appuntamento.

 

 

(Video tratto da Repubblica.it)

 

“Bisognava esserci se no non si vive” afferma ai giornalisti mentre tiene in mano uno striscione in testa ad un corteo. “Oggi avrei potuto dormire ma ho preferito invece essere qui perché fino a quando ho voce e forza preferisco stare in mezzo alle persone che capiscono il mondo in cui stiamo”.

 

L'instancabile partigiana accenna anche  ad un verso della canzone “Fischia il vento”: “Fischia il vento e infuria la bufera, scarpe rotte e pur bisogna andar – afferma – soprattutto con questo arretramento culturale che stiamo vivendo”.

 

In una nota Potere al Popolo afferma che “L’atto terroristico, premeditato, razzista del fascista Traini (tesserato casa pound e già  candidato con la Lega) necessitava di una risposta immediata e  collettiva da parte di chi si riconosce nella Costituzione nata dalla Resistenza al nazifascismo, soprattutto  per reagire all’ignobile ondata di simpatia nei suoi confronti, vero termometro della deriva socioculturale del nostro  Paese”.

 

Presenti a Macerata anche gli esponenti del Centro Sociale Bruno. “Abbiamo scelto di essere qua, a differenza di altri – spiegano in una nota sulla pagina facebook - senza alcun tentennamento o calcolo politico, in quanto e' necessario, non solo portare la nostra solidarietà alle vittime ma costruire a partire da oggi un percorso reale di mobilitazione dal basso contro qualsiasi rigurgito fascista che sempre più sta cercando di mettere radici nelle nostre città”.


Per il Centro Sociale Bruno “Da questa giornata può e deve ricominciare un movimento reale di lotta a ogni forma di neofascismo e odio razziale. E' fondamentale in un momento storico come questo, dove la politica istituzionale che sbandiera da un lato i principi della democrazia e della Costituzione si dimostra nelle pratiche lassista e accondiscendente”. 

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