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Andrea Cavazzani si candida con l'Upt, ''Serve ripartire ricostruendo degli ideali e dando risposte concrete''

Ha 22 anni ed è tra i più giovani candidati che si presenteranno per le elezioni del prossimo 21 ottobre. E' consigliere circoscrizionale a Villazzano. "Il rinnovamento in agraria è la lavorazione di profondità che libera terra nuova. Come per l'agricoltura, anche la politica ha bisogno di liberare 'terra nuova', ha bisogno di liberare nuove forze, nuove generazioni che sono al momento espulse da questo mondo"

Di Giuseppe Fin - 23 settembre 2018 - 06:01

TRENTO. Ha una passione grande che è quella di vigile del fuoco e da circa 6 anni fa parte del corpo dei volontari di Villazzano, tra l'altro da poco come capo squadra. Andrea Cavazzani, con i suoi 22 anni, è uno dei più giovani candidati messi in lista per le prossime elezioni provinciali. Un timido segnale di quella politica che anche in Trentino stenta a rinnovarsi. Andrea, collaboratore in una azienda di multiservizi, ci crede ed ha deciso di accettare una candidatura e una campagna non certo semplice.

 

Lei è molto giovane, quando ha iniziato ad avvicinarti al mondo della politica?

Questo è avvenuto molto presto, a 17 anni. Ho iniziato a partecipare ad alcuni incontri organizzati sul territorio e a interessarmi di quello che stava accadendo attorno a me. Volevo capire, conoscere la mia città e allo stesso tempo dare in qualche modo un mio contributo. Ad un certo punto, seguendo altre persone, mi sono avvicinato all'Upt. Successivamente, nel 2015, mi sono candidato alle elezioni comunali e sono diventato consigliere circoscrizionale. Una bella esperienza nella quale ho ottenuto una buona fiducia da parte delle persone, pur essendo stata la mia prima volta.

 

Ma per quale motivo ha scelto proprio l'Upt?

Innanzitutto perché sono vicino politicamente ai valori e ai principi di questo partito. Poi perché la mia vita politica è iniziata proprio con questo partito dove sono nati legami con tante belle persone che ne fanno parte.

 

E un giovane perché dovrebbe proprio scegliere questo partito?

Ha una base di valori molto solida che parlano di solidarietà ma anche di vicinanza alle persone e all'intera comunità in tutte le sue componenti. Perché è in atto un investimento da parte della vecchia classe dirigente, c'è una idea di rinnovamento del partito che ho trovato e trovo molto interessante e intelligente. Per questo voglio spendermi in questo progetto che si dimostra essere capace di non buttare via 20 anni di storia e allo stesso tempo di guardare al futuro.

 

Cosa pensa in generale della politica? Crede che ci sia bisogno di qualcosa in più?

La politica significa scienza e arte di governare. Oggi penso che sia necessario ripartire provando a ricostruire prima di tutto degli ideali veri per cui impegnarsi. Questo è il punto e questo spetta alle nuove generazioni. Siamo noi che dobbiamo avere la responsabilità e il dovere di diventare i nuovi artisti e i nuovi scienziati della politica.

 

In molti parlano di rinnovamento. La sua candidatura è in qualche modo un segnale. Ma cosa significa per lei?

Il rinnovamento in agraria è la lavorazione di profondità che libera terra nuova. Come per l'agricoltura, anche la politica ha bisogno di liberare “terra nuova”, ha bisogno di liberare nuove forze, nuove generazioni che sono al momento espulse da questo mondo. Quindi per me il rinnovamento in politica significa saper cedere il passo ai giovani. Qui dovrebbe starci, da parte dei politici di sempre, la capacità di rendersi conto che sono cambiati i tempi e che, pur essendo già tardi, bisogna costruire un futuro. Questi politici dovrebbero farsi da parte e contribuire per quello che possono alla crescita dei giovani e alla loro formazione politica.

 

Il centrosinistra in questa tornata elettorale è in difficoltà, secondo lei cosa è accaduto?

Il centrosinistra sia a livello provinciale che nazionale, secondo me, ha lavorato anche abbastanza bene ma tra un buon governo e un ottimo governo la differenza la fa il clima che si riesce a creare tra i cittadini. Qui il centrosinistra si è sbagliato di grosso. Perché ad asfaltare e a fare opere pubbliche siamo capaci ma è più difficile per un Governo creare quel clima di benessere e serenità tra le persone. Da questo punto di vista è mancata quell'autocritica che andava fatta già mesi fa sugli errori fatti.

 

Proprio ieri il consigliere provinciale Mario Tonina ha lasciato il partito per candidarsi con il centrodestra. Cosa ne pensa?

Innanzitutto penso che dare una notizia di questo tipo il giorno della presentazione delle liste sia, nei confronti del partito, una cosa scorretta. Poi se una persona si trova a pensarla diversamente dal punto di vista politico, nonostante un percorso che ha fatto, è libero di andarsene. Anzi per fortuna che decide di farlo senza creare una lotta interna. Però, ripeto, la correttezza nei confronti di un partito che ha una sua storia credo non possa mancare.

 

Parliamo un po' di programma, quali sono i punti che intende portare avanti?

Il punto più importante che dovrebbe accomunare tutto il centrosinistra è quello di ricreare un clima interno alla comunità di pre-crisi economica. Quel clima di benessere e di serenità dove i legami erano ancora forti.

Personalmente mi impegnerò su vari fronti. Rendere il modello di Protezione civile trentino sempre più brillante e innovativo. Poi c'è il grande tema della mobilità sostenibile, la funivia Trento-Bondone e il potenziamento del trasporto su rotaia. Occorre lavorare per la progettazione di una nuova rete viaria per la città. Abbiamo poi il tema importante della scuola e il lavoro con un occhio di riguardo ai giovani. Tutto ciò però va affrontato con coraggio e responsabilità, non solo facendo la lista della spesa. In questo ce la metterò tutta.

 

Da diversi anni lei è vigile del fuoco volontario. Il valore della solidarietà quanto è importante per un territorio?

La protezione civile trentina, nello specifico i vigili del fuoco, sono l'esempio di quanto la solidarietà sia sempre stata nelle ossa dei trentini. Mi batterò per la centralità del volontariato pompieristico che deve essere il cardine della territorialità e spalla del sistema. Quindi bisogna responsabilizzarlo e soprattutto sburocratizzarlo. Il volontariato è la linfa vitale per avere una società sana con un forte tessuto sociale.

 

La sicurezza è uno dei temi caldi di questa campagna. In Trentino come è cambiato negli anni?

La percezione di insicurezza delle persone è una delle conseguenze della crisi economica e questo ce lo insegna la storia. I social network sicuramente, secondo me, hanno in qualche modo fatto da megafono a questa percezione. Indubbiamente però la criminalità e lo spaccio devono essere affrontati in modo deciso e senza indugio. Per lo spaccio si deve lavorare non solo alla radice del commercio illegale ma anche con la società a partire dalle categorie più deboli.

 

I problemi non sono mancati anche in tema di immigrazione e accoglienza.

Penso che il Trentino non si debba tirare indietro davanti alle sfide globali. Anzi. Bisogna uscire dal concetto che l'immigrazione vada gestita in modo emergenziale. Va governata e le persone devono essere messe nelle condizioni di poter lavorare e studiare. Non oziare. Per fare ciò però va superato quel “gap” dovuto al colore della pelle. Vanno superate le discriminazioni.

 

In questi anni si sono ottenuti importanti vittorie anche nel campo dei diritti civili. Ritiene che ci sia il rischio di qualche arretramento?

La legge nazionale delle unioni civili è stato un enorme passo in avanti. Secondo me non c'è il rischio che tutto vada perso. Dobbiamo però essere consapevoli che non è sufficiente un testo legislativo per abbattere le discriminazioni. E questo vale in tutti i campi. La coalizione di centrosinistra lo sa molto bene. Tutti assieme ci batteremo per non far sentire solo più nessuno.

 

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