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Antonio Megalizzi non ce l'ha fatta, il neurochirurgo Scienza: ''Fatale il colpo alla tempia''

Anche il luminare di neurochirurgia, il trentino Renato Scienza, si era interessato per prestare una consulenza: "Contrariamente alle informazioni iniziali, il proiettile è entrato all'altezza dell'orecchio". Un'intera comunità ha pregato e sperato, ma purtroppo il giovane reporter trentino non ce l'ha fatta

Di Luca Andreazza e Nereo Pederzolli - 14 dicembre 2018 - 20:41

STRASBURGO (Francia). Il giovane reporter trentino Antonio Megalizzi si è arreso dopo aver lottato contro la morte per quattro giorni. Troppo gravi le condizioni del giovane reporter e nella giornata di oggi è arrivata la notizia che non avremmo voluto dare, il 28enne si è spento a Strasburgo in Francia.

 

Il trentino era stato colpito da un proiettile nel corso dell'attentato ai mercatini di Natale di Strasburgo nella serata di martedì 11 dicembre scorso dopo una giornata di lavoro insieme ad altre due colleghe di Europhonica, la trentina Caterina Moser e Clara Rita. Ferito in modo grave da Chérif Chekatt, 29enne, l'attentatore già segnalato come "fichè S" per radicalizzazione in rue Orfèvres nella città francese sede del Parlamento europeo, ucciso dopo un blitz delle forze speciali nella serata di giovedì 13 dicembre.

 

Le sue condizioni erano apparse fin da subito estremamente serie e delicate, anche per l'equipe medica di Salvatore Chibbaro, tra i più riconosciuti professionisti di neurochirurgia a livello internazionale di stanza proprio all'ospedale di Strasburgo, centro all'avanguardia nel settore.

 

Nonostante il quadro clinico difficilissimo, la speranza non è mai venuta a mancare. Al suo fianco sono rimasti in attesa di un miracolo il papà Domenico, la mamma Annamaria e la sorella Federica, insieme alla fidanzata di Antonio, Luana Moresco di Mezzocorona, figlia di Danilo Moresco, noto ristoratore trentino, ma anche amici e colleghi di lavoro.

 

Una comunità intera si è riunita intorno alla famiglia, come le preghiere alla chiesa di Cristo Re, mentre all'esterno dell'abitazione di Antonio era comparso anche un toccante messaggio lasciato dagli amici: "Se potessi fermare il tempo lo farei per te amico mio", senza dimenticare i tantissimi post di incoraggiamento sui social.

 

Nel tardo pomeriggio è arrivata la comunicazione della Procura alsaziana, diramata per spiegare che il bilancio dell'attentato si era aggravato: un quarto morto e una quinta persona in "morte cerebrale", un dispaccio duro e poi la terribile conferma, un colpo allo stomaco per tutti: Antonio purtroppo non ce l'ha fatta.

 

Anche il mondo della neurochirurgia si era messo a disposizione per salvare la vita del giovane report, come Renato Scienza, il quale ha contattato Chibbaro, ma la situazione era apparsa drammatica. Il luminare trentino aveva spiegato a Il Dolomiti che "Contrariamente alle informazioni iniziali, il proiettile non aveva raggiunto Megalizzi alla base del cranio, ma alla tempia: il colpo è entrato all'altezza dell'orecchio per poi esplodere. Ora famigliari e medici starebbero valutando se donare gli organi per salvare una vita, da una spezzata". 

 

Sono scesi in campo anche Marco Cenzato, presidente della società italiana di neurochirurgia, e Diego Garbossa che si erano mossi “per un consulto con i colleghi francesi per valutare la situazione clinica di Antonio Megalizzi". Purtroppo non c'è stato nulla fare.

 

Entusiasta e appassionato di giornalismo, europeista convinto, Megalizzi lavorava per la radio Europhonica, un progetto legato al mondo universitario, e da domenica si trovava a Strasburgo per seguire come ogni settimana l'assemblea plenaria dell'Europarlamento, senza dimenticare le esperienze con la sede Rai regionale e Radio 80 Forever Young di Rovereto.

 

Il giovane giornalista aveva studiato all'università di Verona e poi si era specializzato in studi internazionali all'università di Trento, mentre ora stava seguendo un master sulle istituzioni europee. Oltre al giornalismo le altre passioni erano la politica e i media in generale, aveva partecipato al contest sul giornalismo partecipativo promosso da Tempora Onlus con partner ildolomiti.it. A noi aveva inoltre proposto di creare una radio in salsa trentina sulla base dell'esperienza di Europhonica, i fondi nel 2017 non erano sufficienti, ma i contatti erano regolari per avviare il progetto non appena possibile. 

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