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Cade dalla finestra e muore, la piccola Anaya non aveva nemmeno un anno e mezzo

E' bastato un attimo: mentre giocava sul letto con i figli degli amici è precipitata dalla finestra, sbattendo violentemente a terra, tra la siepe che circonda l'edificio e l'asfalto dei parcheggi dei condomini. Un urto troppo forte per un corpo tanto piccolo. La morte è stata immediata, inutile ogni tentativo di rianimazione

Pubblicato il - 06 maggio 2018 - 09:52

TRENTO. E' morta a nemmeno un anno e mezzo, precipitata dal quarto piano di una palazzina del quartiere di Piedicastello. Anaya Khan era una bambina pakistana, le sue ferite erano troppo profonde, non ce l'ha fatta. L'incidente è avvenuto ieri poco dopo le 19, mentre con la sua famiglia era a casa di amici.

 

E' bastato un attimo: mentre giocava sul letto con i fratellini è precipitata dalla finestra, sbattendo violentemente a terra, tra la siepe che circonda l'edificio e l'asfalto dei parcheggi dei condomini. Un urto troppo forte per un corpo tanto piccolo. La morte è stata immediata, inutile ogni tentativo di rianimazione.

 

Sul posto sono comunque intervenuti i sanitari, e anche i carabinieri che hanno dovuto escludere l'intervento di terzi nella morte della piccola. Ma fin da subito si è capito che si trattava di un incidente: un letto troppo vicino alla finestra, una distrazione degli adulti presenti. 

 

Sembra che la madre, vista la situazione di tranquillità in cui i bambini giocavano liberamente sul morbido del materasso, si sia distratta per concentrarsi qualche minuto sulla preghiera quotidiana. Erano nella stessa stanza, la madre in un angolo e i bambini sul letto. 

 

Il corpo della piccola Anaya è stato composto alla camera mortuaria mentre la madre, sconvolta dall'accaduto fino a perdere i sensi, è stata portata in ospedale, dove si trova anche il marito sotto choc. Un dolore enorme che difficilmente potrà guarire.

 

A lanciare l'allarme è stato il proprietario dell'appartamento in cui la famiglia Khan si trovava in visita. Lui è stato raggiunto da una telefonata mentre era in città, e ancora prima di precipitarsi a casa ha chiamato il 118. Ora la mamma di Anaya, che si chiama Mahjabin, è in una condizione di prostrazione assoluta, incapace di parlare. Il padre, anche lui sotto choc, lavora in un'azienda a spini di Gardolo.

 

 

 

 

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