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Diventa più povero e gli aumentano l'affitto del 750%. Inquilino porta in tribunale l'Itea

L'affitto aumenta da 77 a 577 euro. Errore nel calcolo del canone che ha tenuto conto delle variazioni del nucleo famigliare ma non del minor reddito

Pubblicato il - 30 gennaio 2018 - 10:14

TRENTO. Pagava un affitto di 77 euro per un alloggio Itea a Trento ma, tutto ad un tratto, gli sono arrivati da pagare 577 euro, ben il 750% in più. Vittima della burocrazia e dell'applicazione meccanica della normativa è un uomo che è stato costretto a rivolgersi ad un giudice per riuscire alla fine vedersi riconoscere la ragione .

 

L'uomo viveva in un alloggio con tre figli che gli erano stati affidati a seguito della separazione dalla moglie. Per questo motivo riceveva anche un sussidio pubblico. L'affitto dell'alloggio Itea, calcolato sulla base Icef e pagato sempre in modo regolare, era di 77 euro.

 

La situazione cambiò nel 2016 quando, a seguito di un accordo fra ex coniugi, i figli vengono affidati alla moglie. Per l'uomo, quindi, non solo un cambio del nucleo famigliare ma anche una diminuzione del proprio reddito. Situazione che però, paradossalmente, ha fatto schizzare l'affitto a 577 euro. Cosa era successo? L'Itea aveva adeguato l'affitto dell'uomo in base ai dati Icef tenendo conto della nuova situazione del nucleo famigliare ma considerando il redditto del 2014 quando l'uomo era destinatario di aiuti pubblici.

 

L'uomo ha continuato a pagare sempre 77 euro fino a quando non è arrivata la lettera da parte dell'Itea di revoca dell'alloggio. L'inquilino si è quindi rivolto a due avvocati e al giudice che alla fine, come già detto, gli ha dato ragione stabilendo per l'Itea il ricalcolo dell'Icef e annullando la richiesta di revoca dell'alloggio.

 

 

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