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Trento
21 giugno | 10:20

Ondate di caldo nei luoghi di lavoro: tra temperature in salita e malori, il sindacato contro la Pat: "Servono ordinanze, non solo linee guida”

Per il sindacato le linee guida non bastano, bisogna emettere delle ordinanze che sanciscano la sospensione delle attività lavorative all'aperto (in particolare cantieri edili e cave) e in alcuni casi anche al chiuso, al superamento delle temperature stabilite da Inail, Inps e organismi internazionali. "Il valore di riferimento – spiega Mastrogiuseppe - è quello dei 35 gradi, oppure temperature inferiori se con tasso di umidità elevato"

Ondate di caldo nei luoghi di lavoro: tra temperature in salita e malori

TRENTO. “E' incomprensibile che la Provincia non voglia emettere delle ordinanze  per sospendere l’attività lavorativa nelle ore più calde e critiche della giornata”. Giampaolo Mastrogiuseppe, segretario generale della Fillea Cgil del Trentino (sindacato di riferimento per edilizia, lapidei e industria del legno) interviene sul tema delle ondate di caldo e i rischi che ci sono nei luoghi di lavoro. 

 

Nei giorni scorsi la Pat ha pubblicato delle linee guida (QUI L'ARTICOLO) che contengono indicazioni puntuali e raccomandazioni operative per fornire a imprese, lavoratori e professionisti della prevenzione strumenti concreti per affrontare uno dei rischi emergenti più significativi negli ambienti di lavoro. Questo, però, per il sindacato non basta e il tema è tornato a far discutere dopo il primo malore dovuto al caldo in Trentino che ha colpito una donna mentre lavorava nei campi. 

 

“Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: le linee guida non bastano, bisogna emettere delle ordinanze che sanciscano la sospensione delle attività lavorative all'aperto (in particolare cantieri edili e cave) e in alcuni casi anche al chiuso, al superamento delle temperature stabilite da Inail, Inps e organismi internazionali. Il valore di riferimento – spiega Mastrogiuseppe - è quello dei 35 gradi, oppure temperature inferiori se con tasso di umidità elevato: esattamente come è il caso di questi giorni”.

 

Senza ordinanze, spiega il sindacato, l'attività lavorativa non verrà sospesa. “Questa giunta ma anche i maggiori Comuni della parte a bassa quota del Trentino – viene spiegato -  continuano a far finta che il problema sia esclusivamente dei lavoratori. Questo è paradossale anche perché tutti gli altri territori italiani hanno già provveduto con ordinanze specifiche. Per limitarci alle nostre 'vicine', sono già intervenute Lombardia, Veneto e Friuli - Venezia Giulia. Territori, peraltro – conclude il segretario generale della Fillea Cgil del Trentino - caratterizzati dallo stesso colore politico del governo Trentino, ma evidentemente più sensibili nei confronti dei lavoratori”.

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