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Trento
24 giugno | 14:52

Caldo estremo e lavoro, i sindacati: “Le linee guida non bastano”. Spinelli replica: “Sono efficaci, le aziende si adeguino per tutelare i lavoratori”

L'intervento delle sigle sindacali che rappresentano i lavoratori dell'edilizia, del settore lapideo e della lavorazione del legno: “Per arginare i pericoli, le linee guida emanate dalla Provincia non bastano”. Spinelli: “Tengono conto delle specificità del contesto climatico trentino"

di Redazione

TRENTO. L'ondata di caldo che da giorni sta interessando buona parte d'Europa – Trentino compreso – è di portata straordinaria: in Francia negli ultimi due giorni sono stati ritoccati al rialzo numerosi record storici di temperatura, mentre anche sul territorio provinciale è scattata l'allerta per valori massimi estremi. E di fronte alla caldissima fase attuale, tra i temi di cui più si sta discutendo a livello politico c'è quello dell'organizzazione del lavoro.

 

Già negli scorsi giorni infatti Piazza Dante aveva annunciato di aver aggiornato le linee guida provinciali per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro in presenza di alte temperature, con l'obiettivo di mettere a disposizione “indicazioni puntuali e raccomandazioni operative per fornire a imprese, lavoratori e professionisti della prevenzione strumenti concreti per affrontare uno dei rischi emergenti più significativi negli ambienti di lavoro: l'esposizione alle alte temperature”.

 

Per Fillea Cgil, Feneal Uil Taa e Filca Cisl però – le sigle sindacali che rappresentano i lavoratori dell'edilizia, del settore lapideo e della lavorazione del legno – per arginare i pericoli: “Le linee guida emanate dalla Provincia non bastano e i motivi sono due. Il primo: in assenza di una regola chiara, nessuna ditta sarà realmente obbligata a fermare i lavori, si rinvia tutto all'arbitrio del titolare e alla responsabilità del lavoratore. Quasi che quest'ultimo debba essere in grado di prevedere il sopraggiungere di un malore”.

 

Secondo, continuano: “Con un'ordinanza chiara, in caso di superamento delle temperature stabilite le aziende sono obbligate al fermo cantiere. Questo garantisce non solo i lavoratori ma anche le stesse imprese, che avrebbero la certezza di vedersi accolta la Cassa integrazione legata al meteo. Si può aggiungere che regole chiare mettono al sicure le imprese anche da eventuali risvolti penali, in caso di infortuni gravi”.

 

“Siamo solo a giugno – dicono i segretari delle tre sigle, Giampaolo Mastrogiuseppe, Matteo Salvetti e Salvatore Teresi – e abbiamo già registrato due ondate di caldo estremo e un malore in campo agricolo, avvenuto proprio il giorno in cui venivano pubblicate le linee guida. Nelle prossime settimane il quadro potrebbe aggravarsi ed è dunque urgente che la Provincia, ma anche i Comuni più a bassa quota del Trentino (i più a rischio) si muovano con ordinanze come hanno fatto pressoché tutti gli altri territori italiani. Chiediamo all'assessore provinciale Spinelli di incontrarci e di farlo in un cantiere a sua scelta, alle ore 12 di uno dei prossimi giorni. Qui potremo trovare, assieme, le migliori soluzioni: traendo il meglio dagli esempi delle altre Regioni e pensando alla sicurezza dei lavoratori ma anche alle necessarie garanzie per le imprese”.

 

In caso di mancato riscontro dalla Provincia, assicurano i sindacati: “Chiederemo al prefetto l'apertura di un tavolo per i settori che rappresentiamo”. Un ultimo argomento toccato dalle sigle riguarda poi il rinnovo contrattuale provinciale dell'edilizia: “Nella piattaforma rivendicativa che abbiamo presentato, c'è già la disponibilità a discutere una eventuale rimodulazione degli orari, sia estivi che invernali, per evitare i momenti più critici della giornata. Anche in questo caso, però, il ragionamento può svilupparsi solo partendo da ordinanze, con regole certe ed esigibili”.

 

Sul tema è poi tornato lo stesso Spinelli, sottolineando come alla luce delle temperature che stanno interessando il Trentino, sia doveroso: “Fare appello alla responsabilità di ciascuno nel rispetto delle buone pratiche a tutela della salute, in primo luogo di chi lavora ed è maggiormente esposto ai rischi. Le Linee di indirizzo provinciali aggiornate dalla Giunta rappresentano uno strumento utile e concreto per tutelare i lavoratori e la produttività delle imprese. È quindi opportuno che tutti seguano attentamente le indicazioni, a partire dalle imprese, che dispongono degli strumenti necessari per applicare quanto previsto dal quadro normativo nazionale e provinciale. Con l’allerta per elevato rischio calore, infatti, l’Inps è automaticamente informata e risulta giustificata l’eventuale sospensione dell’attività con l’attivazione della Cassa integrazione guadagni”.

 

Le linee guida provinciali, continua Piazza Dante, forniscono “indicazioni operative per l'aggiornamento del documento di valutazione dei rischi (Dvr) aziendale e per le necessarie misure di prevenzione che tengono conto dell'evoluzione della situazione meteo. I settori maggiormente esposti sono quelli che prevedono attività all'aperto, come agricoltura, edilizia, cantieri stradali, cave, logistica esterna e manutenzioni. Anche numerosi ambienti indoor possono presentare criticità, come magazzini non climatizzati, serre, acciaierie, vetrerie e lavanderie”.

 

Le disposizioni, continuano le autorità: “Sono in linea con l'evoluzione del quadro normativo nazionale. L’accordo del 2 luglio 2025 tra Governo e parti sociali rafforza la prevenzione del rischio da caldo, favorendo interventi strutturali e adattati ai diversi settori e territori. Il decreto del 7 luglio 2025 sulla Cassa integrazione guadagni per eventi di calore consente inoltre alle imprese di sospendere o rimodulare le attività nelle ore più critiche, garantendo sostenibilità economica e verificando l’adozione delle misure di prevenzione”.

 

“Siamo certi – conclude Spinelli – che in questa particolare situazione climatica, le imprese e i datori di lavoro sapranno preservare la salute dei propri lavoratori, applicando le linee guida e aggiornando il Documento di valutazione dei rischi, fino ad arrivare, se necessario, alla sospensione delle attività qualora il livello di rischio da calore sia classificato come ‘alto’ dal sito di riferimento Worklimate”. Le linee guida, conclude il vicepresidente: “Tengono conto delle specificità del contesto climatico trentino e sono il frutto di un importante lavoro condiviso tra organizzazioni sindacali e associazioni datoriali. Si tratta quindi di uno strumento calibrato sulle esigenze del territorio”.

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