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Evade le tasse per circa 260 mila euro, nei guai un immobiliarista di 73 anni
Le fiamme gialle hanno sequestrato due immobili e tre conti correnti bancari. Le indagini scattate dopo un'analisi delle banche dati. Nel mirino un terreno in Val di Non acquistato nel 2008 e rivenduto nel 2015, senza però fare la dichiarazione di redditi e Iva

TRENTO. Due immobili e tre conti correnti bancari sequestrati per un valore totale di circa di 260 mila euro. Un importo che corrisponde all'Iva e alle imposte dirette evase da una società immobiliare. Nel mirino della guardia di finanza finisce così un 73enne di Spormaggiore, legale rappresentante della ditta, che nel 2015 ha omesso di dichiarare l'Iva derivante dalla vendita immobiliare di un terreno edificabile a Ton in Valle di Non.
Le indagini dei militari sono partite dall'analisi delle banche dati, in questo modo è emersa la posizione irregolare di una società immobiliare con sede legale a Trento, la quale aveva acquistato nel 2008 un'area edificabile di oltre 9 mila metri quadri nel Comune di Trento per un importo di circa otto milioni di euro.
Questa area è stata quindi rivenduta nel 2015 per 9,2 milioni di euro, ma dopo la compravendita è stata omessa la dichiarazione dei redditi e dell'Iva per un'evasione di imposte dirette di 190.911,51 euro e di Iva per 67.764 euro.
Il 73enne è stato così denunciato per il reato tributario di omessa dichiarazione, che prevede pene detentive da un anno e sei mesi a quattro anni, se gli importi non dichiarati per ogni anno superano i 50 mila euro.
Le fiamme gialle, per assicurare alla collettività le risorse sottratte al fisco, si sono avvalse del 'sequestro per equivalente', cioè una misura cautelare che 'congela' per la successiva confisca i beni a disposizione degli autori di reati tributari in misura equivalente all’ammontare delle imposte evase.
Il Gip Francesco Forlenza ha quindi disposto il sequestro di valori per 258.675,51 euro corrispondenti a Ires e Iva evase dalla società immobiliare, in questo caso specifico i finanzieri hanno posto i sigilli a tre conti correnti bancari e due immobili commerciali ubicati nel centro storico di Mezzocorona.