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Fino a 400 euro per avere un'informazione. Gli intrecci tra Forze dell'ordine e gli investigatori privati

"Operazione Basil", l'attività investigativa è stata porta avanti dal nucleo della Compagnia dei Carabinieri di Trento. Sono stati spiccati 9 provvedimenti di arresti domiciliari di cui 5 riferiti ad appartenenti a forze dell'ordine di Bolzano, Foggia e Roma (oltre a due denunciati). Lo scambio di denaro e informazioni andava avanti almeno dal 2016

Di Giuseppe Fin - 14 settembre 2018 - 19:05

TRENTO. Un intreccio di relazioni illecite e scambio di informazioni a pagamento. E' questa la trama svelata dalla indagini portate avanti dalla Compagnia dei carabinieri di Trento che hanno portato allo smantellamento di una rete di investigatori privati che chiedevano ed ottenevano da alcuni rappresentanti delle Forze dell'ordine informazioni. Il tutto dietro compenso.

 

Le indagini hanno dimostrato come la trama di relazioni illecite sia stata intessuta dal noto investigatore privato Delmarco ed ha visto finire nei guai sette rappresentanti delle forze dell'ordine, appartenenti ai carabinieri, polizia di stato e finanza delle provincie di Bolzano, Foggia e Roma.

 

Il tutto è iniziato con la denuncia da parte di una donna, in causa con il marito, ai Carabinieri di Cavalese, dopo aver ritrovato nel suo appartamento una cimice. Strumento per le intercettazioni, questo, che può essere usato solamente a seguito di una autorizzazione del Gip. Da qui sono iniziate le indagini e il quadro che si è aperto davanti agli investigatori ha svelato un mondo di corruzione, di istigazione alla corruzione e di accessi abusivi a sistemi informatici con la rivelazione di dati coperti da segreti d'ufficio.

 

Questi dati, invece, venivano comunicati dai rappresentanti delle forze dell'ordine, a Delmarco e in alcuni casi anche ad un'altra agenzia, la “Matrix” della provincia di Verona. Il tutto, ovviamente, dietro un pagamento. Per questi “favori” le persone delle forze dell'ordine chiedevano in media 300 euro e in alcuni casi sono arrivati anche a 1400 o 2000 euro.

 

In questo modo nominativi di amanti, ex mogli tradite identificati durante i controlli stradali ma anche le verifiche fiscali su mariti coinvolti in cause di divorzio per la determinazione degli assegni di mantenimento venivano passati alle due agenzie private di investigazione. Il tutto grazie alla condotta corrotta di questi uomini in divisa che consentivano l'investigatore di avere la più ampia disponibilità del bagaglio investigativo di informazioni riservate , velocità nell'acquisizione delle informazioni e garanzia di attendibilità.

 

In tutto gli arresti domiciliari emessi sono stati 9, di cui 5 appartenenti alle Forze dell'ordine orbitanti nelle provincie di Roma, Foggia e Bolzano (e 2 denunciati).  Nello specifico si tratta di due carabinieri romani, un finanziere bolzanino e una coppia, marito e moglie, appartenenti alla polizia di stato. Il sesto è un carabiniere in servizio attivo in Puglia che è stato denunciato a piede libero e il settimo un appartenente alla Fiamme gialle di Bolzano.  

 

Sono stati deferiti in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria per concorso in accessi abusivi a sistemi informatici altre 7 soggetti, incensurati, che avevano collaborato a vario titolo con Delmarco o chiedendogli, sotto pagamento, di acquisire informazioni illecitamente.

“L'abilità e la cura investigativa dei Carabinieri – ha affermato il procuratore capo Sandro Raimondi - ha messo fine a questa serie di comportamenti gravi che sono segnali di un degrado e di un modo operativo di questi soggetti che va oltre i doveri d'ufficio. Diamo atto ai Carabinieri di Trento di un segnale forte perchè queste cose vengono sempre scoperte”.

 

Il capitano Andrea Oxilia, presente in Procura nell'illustrare l'attività assieme al comandante Luca Volpi,  ha sottolineato l'importante attività svolta dal nucleo investigativo della Compagnia. “E' stata una indagine molto delicata – ha affermato - proprio perché dovremmo tutti essere dalla stessa parte ed invece in questo caso abbiamo dovuto acclarare una situazione di condotta corrotta. Per noi è stata un'operazione trasparenza.  Dei 9 arresti spiccati quest'oggi, otto sono stati eseguito mentre una persona è irreperibile ma sarà rintracciata a breve. E' stata una attività che ha visto l'impegno eccezione del nucleo investigativo che ha al suo interno professionalità che esprimono la capacità di fare investigazione telematiche che al giorno oggi molto importanti”.

 

A coordinare ogni fase investigativa è stata la Pm Maria Colpani che oggi ha posto anche sotto sequestro, per mano dei militari, l'agenzia delle investigazioni private Delmarco, così come i conti correnti bancari del titolare e di al altri arrestati per corruzione.

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