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'Il Giornale' attacca l'imam trentino: ''Foto con terroristi''. Briegheche: ''Non li conoscevo e se avessi saputo li avrei denunciati''

"A convegni e conferenze succede spesso di fare foto di gruppo. Scattata molti anni fa, prima del loro arruolamento". E si difende: "Mi attaccano per le mie idee sulla Siria ma nessuno può permetterersi di mettere in dubbio la mia condanna per ogni violenza e ogni forma di terrorismo"

Di Donatello Baldo - 31 gennaio 2018 - 12:56

TRENTO. "Gira ancora questa foto? Non è la prima volta che qualcuno la tira fuori dal cassetto e ci fa un articolo per screditarmi". Queste le prime parole di Aboulkheir Briegheche dopo l'articolo de "il Giornale" che ha riproposto lo scatto che immortala l'imam trentino assieme a due giovani poi arruolatisi nelle fila del terrorismo islamico.

 

Una foto scattata tanti anni fa che mostra Briegheche con un gruppo di persone tra cui Ismar Mesinovic e Munifer Karamaleski, entrambi reclutati dalla rete di Bilal Bosnic.  Anni dopo "i due erano andati in Siria per unirsi all’Isis nella lotta anti-Assad", scrive "il Giornale".

 

"Sono un personaggio pubblico, sono stato al vertice di associazioni nazionali, sono molto conosciuto sia a livello italiano che europeo e succede spesso che a convegni o conferenze qualcuno chieda di fare una foto di gruppo. Io non conoscevo quei ragazzi e non sapevo le loro intenzioni".

 

L'imam parla con dispiacere e delusione: "Questo articolo mi attacca per le mie idee sulla Siria - spiega - e viene usata questa foto per attribuirmi appartenenze che nessuno in verità può sostenere. Sono considerato addirittura nemico del terrorismo perché contro esso predico sia in italiano sia in arabo, perché arrivi il messaggio direttamente".

 

Il titolo de "il Giornale" è inequivocabile: "Trento, l'imam in foto con due jihadisti Isis". "Se solo avessi saputo che questi giovani guardavano con interesse a queste organizzazioni avrei fatto di tutto per persuaderli a non percorrere questa strada. E se avessi capito che l'interesse e la vicinanza erano ormai fondati non avrei perso tempo e li avrei denunciati io stesso alle autorità".

 

L'imam Briegheche è stanco di queste accuse ma determinato: "Nessuno mi deve insegnare la cultura della pace e della contrarietà del terrorismo. Nessuno. Chi mi conosce, chi ascolta le mie parole che esprimo chiaramente in arabo e in italiano non può avere dubbi. Io condanno influenze estere in Siria - spiega - anche l'influenza dell'Isis, anche di Iran, Stati Uniti e Russia, e forse è questo che dà fastidio".

 

E forse è proprio così. Infatti l'articolo del quotidiano di Alessandro Sallusti, firmato da Giovanni Giacalone, se la prende con l'imam trentino proprio per le sue idee sul conflitto siriano. Idee che condannano l'ingerenza estera nel conflitto siriano, che accusano Usa, Iran e Russia di perpetrare atrocità e violenza. Ma queste sono opinioni che devono essere rispettate.

 

Riporta una frase che Aboulkheir Briegheche avrebbe scritto sul suo profilo Facebook: “E’ ora che tutti sappiamo con certezza che quelli che vengono uccisi in Siria sono la gente comune con le armi più micidiali che l’umanità abbia mai conosciuto, quelli di Usa, Russia e Iran che occupano la Siria".

 

Un punto di vista condiviso da molti, ma evidentemente non dalla redazione di Sallusti, che nemmeno condivide le idee dell'imam trentino sulla natura dell'Isis "creato [da Usa, Russia e Iran] per giustificare i massacri". Stati che "difendono i carnefici al potere da più di 40 anni che massacrano il popolo rendendo il Paese macerie".

 

Siamo ancora nel campo delle opinioni, giuste o sbagliate che siano. E la foto non c'entra, non spiega nulla, non dimostra nessuna appartenenza e nessuna vicinanza sospetta. "Io accuso anche l'Isis di ingerenza nelle questioni interne alla Siria - sottolinea l'imam - e non ho mai smesso di predicare contro la violenza e il terrorismo". 

 

 

 

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