Contenuto sponsorizzato
| 11 mag 2018 | 19:17

Immigrati indispensabili per l'agricoltura, senza di loro sarebbe impossibile completare la raccolta di mele e la vendemmia

Lo studio portato avanti dall'Unione italiana dei lavoratori agroalimentari. L'allarme dell'organizzazione: "Attenzione allo sfruttamento e a tutte quelle situazione di lavoro grigio"

TRENTO. Anche il made in Trentino, come succede un po' in tutta Italia, è trainato dagli immigrati. Non tanto nei consumi ma nell'apporto dato alle aziende agricole dove  vengono assunti durante alcuni periodi dell'anno.

 

Una presenza che nel corso degli anni è diventata sempre più numerosa e che viene confermata anche in un dettagliato studio condotto dalla Uila, l'Unione italiana dei lavoratori agroalimentari, che documenta in modo puntuale l'incidenza della manodopera immigrata nelle colture e allevamenti del Paese.

 

Una mappa che mostra come in Trentino al 31 dicembre del 2016 siano presenti 21mila 669 lavoratori nel mondo dell'agricoltura e per ben il 68,47% stranieri (14.836). Un valore ben superiore si trova invece a Bolzano dove i lavoratori stranieri nel mondo agricolo raggiungono la punta più alta in Italia, l'81,87%. Percentuali queste, che confermato quanto l'apporto dei lavoratori provenienti dall'estero sia diventato ormai fondamentale. 

 

Un altro elemento importante sul quale si è soffermato lo studio elaborato dalla Uila riguarda la questione previdenziale e i giorni lavorativi. Da questo punto di vista, secondo la Uila, non mancano i campanelli d'allarme. E la conferma che qualche ombra possa esserci è arrivata in questi giorni con la conclusione di alcune indagini portate avanti dalla Guardia di Finanza di Egna che ha scoperto 41 lavoratori sottoposti a caporalato e tre provincie coinvolte Trento, Bolzano e Vicenza.

 

In Trentino sono 3.468 i lavoratori per i quali sono state indicate 10 ore (o meno) di lavoro. Sono 7.089 quelli che invece hanno lavorato dalle 11 alle 30 ore e 1.467 dalle 31 alle 52 ore. Le fasce superiori che indicano un numero maggiore di ore lavorate coinvolgono invece poche centinaia di lavoratori. “Questi valori alti nelle prime fasce – è stato spiegato dal sindacato – fanno accendere qualche campanello d'allarme in riferimento al cosiddetto lavoro grigio e nero”. Oltre a questo occorre aggiungere anche il fatto che se non si superano le 51 ore lavorative nel biennio vanno a mancare anche i presupposti per gli aspetti previdenziali.

 

Dal punto di vista della provenienza, i lavoratori provengono in primis dalla Romania e a seguire Polonia, Slovacchia, Albania, Macedonia, Moldavia, Marocco, Senegal, Serbia Pakistan, Ucraina, Bosnia, Repubblica Ceca e ex Iugoslavia.

 

“Al giorno d'oggi – ha spiegato il presidente della Coldiretti del Trentino, Gabriele Calliari – per riuscire ad effettuare in tempi utili alcune operazioni è indubbio che ci sia la necessità di manodopera straniera. Soprattutto nel nostro territorio questo riguarda la raccolta delle mele e la vendemmia”. Da diversi anni, ha continuato Calliari, “ci si avvale dei lavoratori e il flusso di arrivi si rafforza in determinate periodi”.

 

Per quando riaguarda il cosiddetto lavoro “grigio” o “nero”, il presidente della Coldiretti del Trentino spiega che “può esserci qualche situazione anomala” ma “le poche ore di lavoro sono spesso dovute alla fase di raccolta che durano determinati momenti”.

 

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Ambiente
| 07 luglio | 11:57
E' successo due volte a giugno, il 21 e il 26 ma tutto si è concluso per il meglio (ecco perché e come ci si deve comportare in queste [...]
Cronaca
| 07 luglio | 11:45
L'indagine ha preso origine nell’aprile del 2025 durante l’esecuzione di un posto di blocco in Val di Sole, a Dimaro Folgarida, finalizzato al [...]
Cronaca
| 07 luglio | 10:55
L'allarme era scattato il 12 ottobre scorso, il 32enne era stato trovato in un pozza di sangue. Poche ore dopo un collega camionista era stato [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato