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| 10 feb 2018 | 19:21

In aumento gli abusi edilizi, a Trento ogni anno 350 procedimenti. Gli Ingegneri: "Problemi maggiori negli edifici vecchi"

Sanzioni a partire da 1500 euro. I procedimenti avviati riguardano sopratutto la costruzione di finestre, verande o terrazze senza averne chiesto l'autorizzazione. Per le forme gravi di abusivismo che non si possono sanare si può arrivare fino  all'abbattimento. 

TRENTO. In Italia secondo Legambiente l’abusivismo edilizio rimane una vera e propria piaga. Accanto a quello nuovo che, secondo sempre i dati dell'associazione ambientalista ha prodotto nel 2016 in tutto il Paese 17 mila case fuorilegge, è in crescita quello degli edifici esistenti.

 

Immobili realizzati gli anni '60 e '70 che spesso presentano delle difformità tra il progetto e la reale realizzazione ma non solo.

 

“Invitiamo tutti i cittadini ad effettuare un check up dei propri edifici” è l'invito arrivato nei giorni scorsi dal presidente dell'Ordine degli ingegneri, Giovanni Maria Barbareschi, in occasione della presentazione del “tecnico unico per i permessi di costruire”. "I problemi maggiori - spiega - li abbiamo negli edifici che ormai hanno qualche anno". 

 

Anche a Trento, infatti, i procedimenti riguardanti i contenziosi edilizi arrivano in media 350 all'anno e circa il 20% sono riconducibili a difformità di varia natura.

“Negli ultimi anni – spiega Cristian Martinelli, dirigente dell'Ufficio Edilizia privata del Comune di Trento – abbiamo assistito ad un aumento dei contenziosi. Questo è avvenuto per diversi motivi che hanno portato le persone alla richiesta di regolarizzazione della propria posizione”.

 

Tra le difformità, spesso segnalate dai cittadini e poi controllate dai tecnici comunali, troviamo l'apertura di finestre, o cosiddetti punti luce, senza alcuna autorizzazione e la posizione di poggioli che spesso si trovano a diversi metri di differenza rispetto a quanto previsto dal progetto. Nei contenzioni edilizi non mancano però anche situazioni peggiori con verande o terrazze che vengono realizzate senza, anche in questo caso, l'ok dal Comune.

 

“Le attività – continua Martinelli – dell'Ufficio controllo e contenzioso sono raddoppiate. Nel Trentino non abbiamo ancora forme gravi di abusivismo ma l'attenzione deve rimanere alta”.

 

Alla richiesta di sanatori corrisponde anche una sanzione che varia a seconda della gravità della situazione partendo da un minimo di 1500 euro e fino, per i casi più gravi, al 150% del valore del lavoro o addirittura l'abbattimento.

 

 

 

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