Contenuto sponsorizzato

La Smart si dà alla fuga e i carabinieri si gettano all'inseguimento. Arrestati due ladri che avevano appena messo a segno un colpo

I militari hanno notato due persone a Roncone lungo la strada che poi sono scappati a bordo della loro auto. Sono state allertate le pattuglie di tutta la zona e l'inseguimento è terminato a Bagolino. Arrestati sono stati trovati con a bordo della refurtiva

Pubblicato il - 27 gennaio 2018 - 16:59

PIEVE DI BONO. Hanno notato due uomini a bordo strada, insospettiti hanno fatto inversione di marcia per controllarli e ne è scaturito un lungo inseguimento in auto con tutte le pattuglie della zona, compresa la provincia di Brescia, allertate. I carabinieri della Stazione di Pieve di Bono, della compagnia di Riva del Garda, ieri sera, intorno alle 21.30, si trovavano a Roncone, nella frazione di Sella Giudicarie, una zona colpita nelle ultime settimane da diversi furti. All'improvviso hanno notato due persone che camminavano lungo la strada, ma in modo molto defilato, cercando di restare il più possibile nascosti. Insospettiti i militari hanno deciso di girarsi e tornare indietro per il controllo ma le due persone erano già salite a bordo di una Smart per fuggire a tutta velocità in direzione sud.

 

A quel punto ai carabinieri non è rimasto che inseguire l'autovettura sfanalando e con sirene per intimare ai due occupanti di accostare ma, di tutta risposta, la Smart ha accelerato ulteriormente e l'inseguimento è proseguito fino fuori provincia, con tutte le pattuglie della zona allertate, fino a Bagolino dove il mezzo è stato bloccato. A quel punto gli occupanti, sono stati fatti scendere, e sono stati identificati: erano due cittadini albanesi, P.G. 29enne, conducente del veicolo e M.A., 25enne, entrambi senza fissa dimora e pluripregiudicati per furti e reati simili.

 

Al termine della perquisizione personale e veicolare, avendo trovato un portafoglio e altri oggetti preziosi, i carabinieri sono riusciti a ricostruire i fatti accaduti prima del controllo, accertando che i due si erano intrufolati in un’abitazione di Roncone asportando, oltre a quanto ritrovato, alcuni piccoli elettrodomestici, che i due poi avevano gettato lungo la strada, non ritenendoli di interesse. Dopo le formalità di rito e gli avvisi al Pm di turno della Procura di Brescia, gli arrestati sono stati condotti preso il carcere di quel capoluogo, a disposizione del Pm e del Gip, avendo numerosi precedenti specifici e dovendo rispondere di furto aggravato in concorso.

 

I militari hanno avvisato il padrone di casa che ha sporto subito formale denuncia, importante per poter procedere contro i due ladri e restituendogli tutta la refurtiva. Le indagini, comunicano i carabinieri, proseguono per accertare se i due abbiano commesso altri furti, la sera stessa o i giorni precedenti. Inoltre va accertata la posizione della proprietaria del veicolo utilizzato, che non risulta rubato. Proprio per queste ragioni tutte le stazioni dei carabinieri della Valle del Chiese, stanno proseguendo con massicci servizi di perlustrazione, anche in borghese, coordinandosi tra di loro, al fine di intercettare eventuali autori di furti e far cessare il fenomeno, così come è successo con l’operazione appena accaduta.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 20.50 del 10 Luglio
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

11 luglio - 11:48

Padre Massimo ha comunicato nelle scorse ore la decisione di lasciare il convento attraverso una lettera che è stata spedita ai tanti volontari che lavorano quotidianamente alla mensa dei Cappuccini in via delle Laste. Fra Nicola gestirà al momento il convento mentre arriverà un nuovo frate per la mensa dei poveri 

11 luglio - 11:44
L'allerta è scattata intorno alle 8.30 nella parte finale del sentiero attrezzato Camillo De Paoli a quota 2.200 metri nel gruppo delle Pale di San Martino. Gli escursionisti erano partiti dal rifugio Velo della Madonna e lungo il percorso sono stati investiti da una scarica di sassi. In azione le unità del soccorso alpino
11 luglio - 06:01

Chiarastella Feder, esperta di gestione dei conflitti fra grandi predatori e piccole comunità rurali originaria di Treviso, lavora ormai da 15 anni per il governo della regione canadese dell'Alberta. Impegnata nell'educazione alla convivenza fra esseri umani ed orsi, ha deciso di dedicare la propria attenzione al Trentino e ai recenti fatti dell'aggressione sul Monte Peller. "Uccidere un'orsa è deleterio. La soluzione è educare alla coesistenza e alla conoscenza di questi animali"

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato