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L'acqua in Trentino? In bolletta è tra le meno care d'Italia ma il 22% si perde nelle tubature

L'acqua potabile consumata all'anno è di 50 milioni di metri cubi, come fossero riempite 20 mila piscine olimpioniche. Solo l'1%, però, viene bevuta mentre il restante 99% viene usato nell'ambito domestico o per altri usi collettivi

Di Giuseppe Fin - 22 marzo 2018 - 20:11

TRENTO. Quanto è controllata l'acqua che esce dal nostro rubinetto? Quante sono e quanto costano le azioni di manutenzione al servizio idrico? Come viene usata l'acqua in Trentino e soprattutto quanto costa al cittadino?

 

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua (World Water Day), le risposte sono arrivate dall’Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia (Aprie) e l’Assessorato alle infrastrutture e all’ambiente della Provincia autonoma di Trento.

 

Informazioni che ci permettono di comprendere la filiera dell’acqua potabile dalla sorgente al rubinetto.

 

Il servizio idrico offerto ai cittadini costa. Secondo i dati forniti, i Comuni, per mantenere la rete efficiente sborsano 30 milioni all'anno di manutenzione ordinaria e, accanto a questi, altri 45 milioni all'anno per la manutenzione straordinaria. Un totale di 75 milioni che servono per mantenere la rete efficiente. C'è poi il canone di concessione che i Comuni devono pagare alla Pat per poter utilizzare l'acqua che è di 200 mila euro all'anno.

 

Sono 5 mila, invece, i controlli che annualmente vengono effettuati dall'azienda sanitaria e dai Comuni sulla qualità delle acque potabili immesse e distribuite in acquedotto.

 

E il cittadino quanto paga? In media 1,3 euro la metro cubo di acqua potabile consumata. Un costo che va a spartirsi tra servizio fognatura, servizio di depurazione e componente idrica.

 

L'acqua potabile consumata all'anno è di 50 milioni di metri cubi, come fossero riempite 20 mila piscine olimpioniche. Solo l'1% dell'acqua viene bevuta mentre il restante 99% viene usato nell'ambito domestico o per altri usi collettivi.

 

Dal punto di vista organolettico, quella Trentina è un'acqua salubre soggetta a tanti controlli, viene spiegato dall'Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia, “ed esiste solo una minima parte di situazioni che vengono risolte nel corso della potabilizzazione

 

Quello che emerge è che un litro d’acqua del rubinetto costa al cittadino 400 volte meno rispetto ad un litro di acqua in bottiglia. L’utilizzo ed il consumo di acqua del rubinetto, accanto alla riduzione degli sprechi, è un comportamento virtuoso che ha delle benefiche ricadute sull’ambiente.

 

Sempre dal punto di vista economico, il dossier diffuso dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva mostra come la spesa media dell'acqua in Trentino Alto Adige è di 188 euro e Trento risulta essere la seconda provincia meno cara d'Italia.

 

Per quanto riguarda Trento, la spesa (per 192 mc/anno) è di 147 euro mentre per Bolzano è di 228 euro all'anno. La media nazionale si attesta invece a 408 euro.

Sempre secondo il report di Cittadinanzattiva il livello di dispersione idrica si attesta al 27% rispetto al 35% della media nazionale e su questo fattore Bolzano registra un valore peggiore con il 32% rispetto al 22% di Trento.

 

A livello nazionale, le famiglie più “tartassate” risiedono nell’ordine in Toscana (648 euro), Umbria (519 euro), Marche (507 euro) ed Emilia Romagna (505 euro). La regione più economica resta il Molise con 143 euro l’anno, che detiene però anche il primato negativo della dispersione idrica (68%, rispetto al 35% della media nazionale).

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