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L'alluvione scampata grazie alla galleria Adige-Garda. A rischio l'ecosistema del lago, riversati 17 milioni di metri cubi di acqua e fango

Non veniva aperta dal 2002, la Comunità del Garda ha cercato fino all'ultimo di evitarne l'utilizzo: "Conseguenze per la fauna ittica a causa dello shock termico e dei detriti". I lavori dell'opera idraulica che collega l'Adige dall'altezza di Mori fino a Torbole sono iniziati durante il Fascismo e si sono conclusi nel 1959

Pubblicato il - 30 ottobre 2018 - 18:57

TRENTO. La galleria Adige-Garda è stata aperta ieri in tarda serata, dopo che per tutta la giornata i tecnici del Servizio Dighe della Provincia tenevano d'occhio le portate dell'Adige nei punti di rilevazione. "Quando sfiora i 5 metri al ponte di San Lorenzo apriamo", aveva comunicato il capo della Protezione Civile del Trentino Stefano De Vigili.

 

Una decisione presa non senza difficoltà, perché l'apertura delle paratie che incanalano le acque torbide dell'Adige nelle acque limpide e pescose del lago di Garda è in qualche modo un affronto all'ecosistema ittico, una soluzione di emergenza che se si potesse sarebbe evitata molto volentieri. Una decisione che per questo deve essere presa di concerto con le autorità del bacino idrico e le altre Regioni che si affacciano sul Garda.

 

Tra la tarda serata e il pomeriggio di oggi, attraverso la galleria è transitato un volume di acqua incredibile che si calcola in 17,5 milioni di metri cubi. L'apertura è avvenuta gradualmente quando l'Adige è arrivato al livello idrometrico di 4,80 metri a San Lorenzo, con l'immissione iniziale di 50 metri cubi al secondo per poi salire a step di 50 metri cubi per volta fino a raggiungere i 350 del pieno regime.

 

Si calcola che ogni 3,7 milioni di metri cubi d’acqua il livello del garda si alzi di un centimetro. Tra ieri e oggi lo sversamento è stato di 17,5 milioni di metri cubi, ipotizzando un innalzamento di circa 5 centimetri.

 

La decisione di chiudere le paratie è arrivata alle 13 di oggi, dopo una notte e una mattinata intera di sversamento, e l'interruzione totale del flusso è arrivata alle 16 di questo pomeriggio. Anche in questa operazione si è proceduto con gradualità, con la diminuzione costante dell'afflusso dell'acqua a step di 50 metri cubi al secondo.

 

"Così è stata salvata Verona e la Valpolicella da gravi danni, se non anche vite umane: questo deve essere chiaro a tutti", spiega Pierlucio Ceresa, segretario della Comunità del Garda sentito dal giornale L'Arena. "L'ecosistema del lago, purtroppo, ne risentirà e per questo la Comunità del Garda non era d'accordo sulla apertura e si è opposta fino all'ultimo. Il Garda ha fatto quindi questo sacrificio, ma è una cosa che deve restare eccezionale".

 

Gli effetti sul lago dell'apertura della galleria Adige-Garda e dei detriti portati dal Sarca

 

La preoccupazione degli amministratori dei Comuni che si affacciano sul lago di Garda è tutta concentrata sulle conseguenze che pagherà l'ecosistema lacustre. "A parte l'aspetto estetico della chiazza marrone di acqua sporca - spiega sempre Ceresa sentito da L'Arena - il problema è relativo ai livelli, che possono arrecare danni a Malcesine, Brenzone e Torri, ma anche alla diversa temperatura. L'acqua dell'Adige immessa nel Garda ha temperatura assai diversa da quella del lago e il fango mette a rischio la fauna ittica".

 

Infatti, con l'immissione dell'acqua e del fango proveniente dall'Adige il lago si è ieri intorbidito notevolmente. Una lingua marrone si protraeva da Torbole fino in mezzo alla parte trentina del Garda. L’ingresso improvviso delle acque fredde provoca un vero e proprio shock termico che influisce notevolmente sull’habitat dei pesci. Per questo motivo la galleria è usata molto raramente: soltanto 11 volte, l'ultima volta 16 anni fa, nel 2002, per un rischio alluvione che le acque del fiume avrebbero potuto portare nel veronese.

 

La piena dell'Adige, deviata verso il Garda, immette nelle acque del lago, con una forza incredibile, numerosi detriti, limo, ma anche alberi e immondizia raccolta lungo gli argini, non sempre compostabile. Una marea di detriti 'sparata' a grande velocità e con forza, tanto che alle imbarcazioni è fatto divieto di avvicinarsi alla foce, mantenendo una distanza di 200 metri

 

La costruzione della galleria Adige-Garda è iniziata nel 1937, durante il fascismo, e si è conclusa nel 1959. Si tratta di un'opera idraulica monumentale, lunga quasi 10 chilometri con un diametro di 7 metri, che 'pesca' nell'Adige all'altezza di Mori e sbuca a Torbole. La sua portata, a regime, è di 500 metri cubi al secondo e il passaggio dell'acqua sfrutta il dislivello di 100 metri tra le due estremità del tunnel.

 

La necessità di costruire quest'opera era nata in conseguenza delle numerose esondazioni provocate dell'Adige nei secoli scorsi, soprattutto per difendere la città di Verona dall'allagamento. L'dea fu quella del 'bypass' verso il lago di Garda, che grazie al suo grande bacino può contenere una parte delle acque di piena. Il progetto fu approvato il 3 febbraio 1939 e il 1º marzo del 1939 iniziarono i primi lavori di sbancamento, ma i primi studi di fattibilità risalgono al 1937, anche se l'idea originaria è del 1923.

 

Durante la seconda guerra mondiale la galleria divenne luogo di produzione bellica e i lavori furono interrotti e ripresero nel 1954 per essere poi ultimati il 18 maggio del 1959. La realizzazione della galleria, soluzione indispensabile per la salvaguardia territoriale del Basso Trentino e dell’Alto Veronese, ha provocato la scomparsa del lago di Loppio. Fu prosciugato nel 1956 e mai più riempito.

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