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Maduro, la comunità venezuelana in Trentino: ''Elezioni farsa, chi protesta viene ucciso. Mancano cibo e medicinali''

In Venezuela oggi sono aperti i seggi per le elezioni presidenziali. Scontata la vittoria di Maduro. L'Unione europea, gli Stati Uniti, il Canada e 14 paesi latinoamericani non riconoscono il voto perché manca di trasparenza. A Trento la comunità venezuelana in piazza con il cartello "Venezuela Libre"

Di G.Fin - 20 maggio 2018 - 18:53

TRENTO. Per le opposizioni è una farsa perché a Maduro piace vincere facile, in una elezione che l'Unione europea, gli Stati Uniti, il Canada e 14 paesi latinoamericani non riconoscono perché manca di trasparenza.

 

Oggi in Venezuela sono stati aperti i seggi per le elezioni presidenziali. La gran parte delle opposizioni, unite nella coalizione Mesa del la Unidad Democratica (MUD) ha deciso di boicottarle. Il nome del vincitore, per molti, infatti, è già scritto da mesi e in molti da tempo protestano per la situazione antidemocratica che si è venuta a creare.

 

“Siamo qui a Trento per fare festa ma in questo momento il nostro cuore non è pieno di gioia. Il Venezuela, il nostro caro Paese, sta affrontando una crisi terribile e la mancanza di democrazia assieme alla corruzione lo stanno facendo morire” dice Lis Gimenez, portavoce della comunità italo – venezuelana mentre prende parte alla Festa dei Popoli promossa dall'Arcidiocesi di Trento.

 

Alle 6 di questa mattina ora locale, mezzogiorno in Italia, sono stati aperti i seggi elettorali e Nicolas Maduro punta ad essere rieletto presidente di uno dei Paesi più problematici del Sudamerica. I venezuelani presenti in Trentino sono circa 150 e per loro sarà impossibile votare perchè non esiste, per il Venezuela, il volto dall'estero.

A sfidare Maduro ci sarà il candidato Henri Falcon, un ex governatore chavista che ha rotto con il Tavolo dell'Unità Democratica (Mud), la coalizione antichavista che ha conquistato una maggioranza parlamentare di due terzi dei seggi nelle politiche del 2015.

 

Sono chiamati alle urne circa 20,5 milioni di elettori. Il 55enne Maduro, al potere dal 2013, viene ritenuto “affidabile” da una fascia della popolazione per il solo fatto di essere stato scelto da Hugo Chàvez. Tutto questo mentre il Paese sprofonda in una vera e propria crisi.

 

Alla popolazione mancano i beni di primi necessità, dagli alimenti ai medicinali. E chi protesta vive ammazzato.

 

“In Venezuela – spiega Lis Gimenez – non c'è democrazia. Abbiamo più di 300 politici in carcere e questo non ci permette di eleggere la gente che può portare avanti il Paese. Chi protesta viene ammazzato. Più di 400 ragazzi sono morti e l'unica colpa che avevano era quella di aver protestato per amore del proprio Paese”.

 

Manca il pane, manca la luce e alcuni venezuelani sono costretti a vivere con uno stipendio medio mensile che si aggira sui 2 euro. “Acquistare un petto di pollo costa circa 4 euro – spiega la referente del comunità venezuelana in Trentino – e ci sono persone che stanno morendo di fame”.

 

Sono 3 mila i neonati morti negli ultimi tre anni. “Negli ospedali – spiegano dalla comunità – mancano i medicinali anche quelli base e tantissimi bambini sono morti perchè non hanno le cure adeguate”.

 

Maduro ha chiuso la sua campagna elettorale a Caracas con l’appoggio anche dell’ex Pibe de oro, Diego Armando Maradona.

 

“Per mostrare al mondo che in Venezuela la situazione non è così grave – spiega Lis – Maduro ha fatto riempire alcuni supermercati di prodotti per poi mandare video e foto alle tv e ai giornali. Vogliono coprire il fatto che tanta gente sta morendo e che chi protesta viene fatto sparire”.

 

La comunità venezuelana è arrivata in piazza Duomo oggi con diversi cartelli: “Liberate i prigionieri politici”, “Venezuela Libre”, Viva Venezuela”, “Venezuela sta morendo”. Una comunità che non si arrende: “La vittoria per Maduro è scontata e lui ha già preparato la sua festa. In tantissimi stanno scappando ma noi chiediamo a tutti che si parli di quello che sta accadendo perché non possiamo lasciare da solo il Venezuela”.

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