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"Mio padre non c'è più. Morto in quell'incidente in Valsugana. Voglio che TU che leggi ci pensi prima di metterti alla guida"

L'appello di Filippo, uno dei figli dell'uomo che lunedì 12 febbraio ha perso la vita in un frontale all'altezza di Ospedaletto. "Sono qui con i miei fratelli e mia madre a domandarmi quanto la vita sia ingiusta, vorrei strapparmi i capelli dal dolore che ogni giorno aumenta. Voglio fare qualcosa. Reagire". E lo ha fatto con questo importante messaggio

Di Luca Pianesi - 22 febbraio 2018 - 21:18

BORGO VALSUGANA. "Mio padre non meritava tutto questo. Voglio che tu che stai leggendo ci pensi 1000 volte prima di guidare la macchina da bevuto o prima di prendere il telefono". E' un appello straziante quello che Filippo ha postato sul gruppo Sos Valsugana ma che ha un grande peso. Un messaggio fortissimo che vale più di cento campagne sulla guida sicura e pubblicità progresso.

 

Perché? Perché Filippo è il figlio dell'uomo che due lunedì fa, il 12 febbraio, ha perso la vita in un frontale sulla statale 47 sul rettilineo di Ospedaletto. Un impatto violentissimo quello tra la sua Nissan Pulsar e una Bmw 320 Station Wagon condotta da un 33enne napoletano residente nel vicentino. Un impatto che non ha lasciato scampo al 59enne trevigiano Marco De Felici, nato a Roma e vissuto per molto tempo a Bassano del Grappa prima di trasferirsi, una decina di anni fa, con la moglie e i tre figli al confine tra Borso del Grappa e la provincia di Vicenza.

 

E proprio uno dei figli dell'uomo, Filippo, ha scritto sulla bacheca del gruppo Sos Valsugana che monitora il traffico su quella che è, a tutti gli effetti, una delle arterie stradali nazionali più falcidiate da incidenti e vittime. Pubblichiamo integralmente il suo messaggio perché vale più di mille parole e speriamo, davvero, possa aiutare chi si mette alla giuda a prestare attenzione sempre e comunque.

 

"Ciao sono Filippo

 

e volevo usare questa piattaforma per dire una cosa importante a quante più persone possibili. Cercherò di essere breve: il 12.02.18, la settimana scorsa, c'è stato un incidente in Valsugana. Un ragazzo, ancora non si conoscono le cause, ha improvvisamente invaso la corsia opposta della superstrada. In quella corsia, ancora non ci credo, c'era mio padre che andava al lavoro. Lo ha centrato in pieno. Mio padre non c'è più. MORTO. Sono qui con i miei fratelli e mia madre a domandarmi quanto la vita sia ingiusta, vorrei strapparmi i capelli dal dolore che ogni giorno aumenta. È un macigno che ti cade addosso.

 

Voglio fare qualcosa. Reagire. Mio padre non meritava tutto questo. Voglio che TU che stai leggendo ci pensi 1000 volte prima di guidare la macchina da bevuto, che TU ci pensi 1000 volte prima di prendere in mano il telefono alla guida per leggere un messaggio o fare una chiamata, perché basta una frazione di secondo e, se sei nel posto sbagliato nel momento sbagliato, le conseguenze potrebbero essere fatali. Pensateci prima di fare tutto questo, perché la vita è una sola, e non vale la pena gettarla per questi futili motivi".

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