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Punto nascite: in Val di Fiemme arriva la protesta (che farà rumore) dei cittadini che non si arrendono

Domani, venerdì 30 marzo, alle 14 a Carano è annunciata una grande manifestazione di popolo. Il Gruppo "Giù le mani dall'ospedale di Fiemme": "Nelle valli la sicurezza non esiste più, ma non esiste nemmeno per i turisti. Non ci arrendiamo a una classe politica incapace di risolvere i problemi e di coinvolgere la comunità"

Pubblicato il - 29 marzo 2018 - 10:41

CARANO. Ne faranno di rumore, questa volta. Si faranno sentire, in maniera civile, ma a squarciagola. Domani, venerdì 30 marzo, a Carano in località Cela è annunciata una grande manifestazione di popolo. E' la gente della Val di Fiemme, della Val di Fassa e della Val di Cembra che non si arrende e compatta chiede che qualcosa si sblocchi sulla vicenda legata al punto nascite di Cavalese. Purtroppo, va detto, le decisioni nazionali sembrano chiare ma i cittadini non si arrendono e anzi protestano con ancor più energia contro una classe politica definita inadeguata.

 

"Una politica che non solo non ha saputo trovare soluzioni efficaci per la riapertura del punto nascita - spiegano i promotori della manifestazione, il Gruppo Giù le mani dall'ospedale di Fiemme - ma non ha nemmeno avuto il coraggio di coinvolgere la popolazione né prima, per informare di ciò che stava accadendo, né durante, fase in cui il nostro nosocomio veniva a poco a poco depotenziato di servizi essenziali, né dopo, tenendo nascosti in un cassetto i documenti provenienti da Roma, a parer nostro e di molti, unicamente per scopi politici elettorali e per calcoli precisi, finalizzati a demolire il lavoro fatto in tutti questi anni da associazioni di comuni cittadini per reperire le figure mediche necessarie per ottenere la riapertura".

 

C'è, insomma, la critica ai rappresentanti provinciali per quanto non sono riusciti a fare, ma anche per non aver raccontato chiaramente le cose come stavano e non aver coinvolto la comunità in questo percorso. E proprio per questo i cittadini non mollano, l'obiettivo della manifestazione di domani (appuntamento alle 14 in località Cela di Carano sulla statale 48) è quello di "sensibilizzare l'opinione pubblica nazionale e informare, attraverso un volantino, delle carenze sanitarie pediatriche e ginecologiche nelle valli". Le scelte legate alle chiusure dei punti nascita sarebbero dettate, per i manifestanti "da assurde leggi che si fondano su principi di sicurezza quando è ormai noto ed evidente a tutti che la sicurezza nelle nostre valli non esiste più da tempo". 

 

"Non solo non esiste per la popolazione locale - spiegano ancora - ma non esiste nemmeno per le persone e le famiglie che con fiducia ci scelgono come luogo di vacanza. Nessuno dice loro la verità. La qualità di un luogo ospitante non si basa solo su bellezze naturali o servizi turistici di qualità e attività d’intrattenimento, ma anche e soprattutto su una tutela piena della persona. Possono delle valli turistiche non garantire una copertura pediatrica notturna? Possono delle valli turistiche non garantire un servizio di trasporto in caso di emergenza in piena sicurezza? Possono delle valli turistiche non garantire la reperibilità notturna ginecologica? Ma soprattutto, possono delle valli turistiche accogliere delle madri, delle donne e dei bambini non rispettando la sacralità della vita, anteponendo ad essa tornaconti elettorali ed economici?"

"Per la gente di Fiemme, Fassa e Cembra questo è inaccettabile, e pensiamo - completano - che, una volta informati, lo sarà anche per coloro che soggiorneranno nelle nostre valli". Insomma domani la protesta farà rumore per quello che vuol essere "un ultimo - concludono i promotori dell'evento - ma non ultimo sussulto di cittadini che non possono e non devono arrendersi alle brutture di chi ha perso il senso della giustizia e della preziosità della vita".

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