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Tutti alla festa del Broccolo di Torbole ma sui terreni del Linfano rischia di arrivare una speculazione

Una rete di comitati ha organizzato un gazebo per ricordare che sulla zona in cui si produce il 'presidio Slow Food' potrebbe arrivare una "colata di cemento" voluta dall'amministrazione arcense

Di Donatello Baldo - 20 gennaio 2018 - 19:52

TORBOLE. E' tornata anche quest'anno la Festa del Broccolo e in molti hanno potuto degustarsi un ottimo orzetto con la prelibatezza locale che vanta di essere nientemeno che un presidio Slow Food. "Tutto buono, tutto bello, ma il Broccolo di Torbole rischia grosso se la politica deciderà di cementificare l'area in cui viene coltivato".

 

Questo ammonimento, con un gazebo e con una divertente e azzeccata comunicazione, è stato ribadito dal comitato che da tempo lotta contro quella che definiscono "la speculazione del Linfano" e contro le intenzioni dell'amministrazione arcense che vorrebbe che la zona di elezione della coltivazione del broccolo diventasse edificabile.

 

"Sul Linfano si incanalano il Pelèr e l'Ora - spiega Fausto Rizzonelli - e grazie a questi venti riesce a crescere un prodotto come il broccolo di Torbole che non è da considerarsi soltanto come un ortaggio da salvare, l'ultimo apache da difendere. Negli anni c'è stato un aumento della produzione e questo significa che anche il ritorno economico è significativo".

 

Un prodotto particolarissimo richiesto e apprezzato dagli alti livelli della gastronomia, che andrebbe valorizzato. "Ma sembra che qualcuno intenda la valorizzazione soltanto in termini di metri cubi di calcestruzzo", spiega Rizzonelli.

 

Il riferimento è ovviamente a quelle politiche urbanistiche portate aventi dal Comune di Arco che nella zona di coltivazione prevedono interventi che vanno a scontrarsi sia con la tutela del paesaggio, "il panorama che al turista salta all'occhio arrivando da Rovereto", sia con la salvaguardia delle campagne che producono il broccolo di Torbole.

 

"Già negli anni '70 - spiega Rizzonelli - il Comune di Arco aveva proposto interventi faraonici, che poi furono però bocciati a livello provinciale. Ma dall'inizio degli anni 2000 il Comune ha scelto un'altra strategia e la spinta all'urbanizzazione è avvenuto attraverso l'acquisto diretto dei terreni da parte dell'amministrazione, servendosi della municipalizzata Amsa".

 

Per fermare tutto questo, e per chiedere la revisione di ogni progetto che intenda intaccare la zona del Linfano, si è organizzata una rete di realtà che lavorano in sinergia: il Comitato salvaguardia dell'olivaia - di cui fa parte Rizzonelli -, il Coordinamento sviluppo sostenibile, gli Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro, l'Associazione Riccardo Pinter.   

 

Ma tra i sostenitori di questa battaglia ci sono anche associazioni di rilievo come il WWF Italia Nostra che con le realtà locali si battono per difendere quella porzione di territorio che rischia di essere ricoperta dal cemento. 

 

Alla festa del Broccolo di Torbole c'erano quasi un migliaio di persone. "In molti si sono fermati a condividere con noi questa preoccupazione - spiega Rizzonelli - ormai tutti hanno capito che le scelte politiche incideranno notevolmente sul futuro della zona del Linfano". 

 

"Spero che in quest'anno di elezioni che inizia adesso e si conclude nel prossimo autunno con le provinciali - conclude Rizzonelli - spero che anche i politici si rendano conto che le scelte si pagano. Anche alle elezioni". 

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