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Vaccini, Caldonazzo non segue Trento: "E' una legge nazionale: giusto tutelare chi la rispetta e non illudere gli altri genitori rispetto alla deroga"

Un voto tra qualche tatticismo politico, ma soprattutto secondo coscienza, senza badare all'appartenenza politica. Sono 33 i bambini al nido, solo uno non conforme, mentre sono 18 quelli non regolarizzati dai genitori che frequentano la scuola materna a fronte di 135 iscritti. Matteo Carlin: "Tutti i genitori più dubbiosi e scettici meritano rispetto e solidarietà, ma la legge è legge"

Di Luca Andreazza - 08 febbraio 2018 - 06:01

CALDONAZZO. Stesso testo, esito diverso. Se Trento segue le orme di Roma e approva un emendamento per rispettare la continuità didattica e educativa degli alunni non ancora vaccinati dai 0 ai 6 anni, Caldonazzo respinge la proposta.

 

Nove consiglieri contrari contro otto favorevoli in ordine sparso tra maggioranza e minoranza. Un voto tra qualche tatticismo politico, ma soprattutto secondo coscienza, senza badare all'appartenenza politica.

 

"Il consiglio comunale - spiega l'assessore Matteo Carlin in quota Partito democratico - si è espresso per tutelare quei genitori che rispettano la legge e non illudere gli altri rispetto alla deroga. Non ci si può liberamente muovere nell'alveo della legge nazionali. Queste votazioni non possono essere strumentalizzate, non si possono mandare plichi di documentazioni al Ministero e non possiamo pensare di avere la stessa forza di Roma o Firenze".

Le tappe di avvicendamento rispetto a Trento sono diverse. Nel capoluogo si parte dalla mozione partita dal Movimento 5 stelle e sottoscritta da Lega, Altra Trento a Sinistra, Insieme Trento e alcuni esponenti di maggioranza fino all'emendamento dell'assessora Chiara Maule approvato a larghissimo consenso, solo Roberta Calza del Pd, un medico peraltro, contraria. (Qui articolo).

 

A Caldonazzo il punto di partenza è una petizione firmata da quasi 200 cittadini, una quarantina dei quali presenti durante i lavori. Il consiglio comunale prende atto che sui vaccini non può avere le competenze scientifiche per opporsi alla legge nazionale e boccia il tutto. La mozione viene quindi emendata dalla vice sindaca Elisabetta Wolf (Pd) e ripercorre i termini di quello di Trento. 

 

L'assise discute e dibatte. E alla fine l'emendamento viene bocciato. "Nessuna spaccatura - dice - ognuno ha votato secondo la propria coscienza. Personalmente sono favorevole alle vaccinazioni e indubbiamente la soppressione della legge alla fine degli anni '90 ha messo la popolazione a rischio. Questi comunque restano temi delicati e difficili nei quali tutti i genitori più dubbiosi e scettici meritano rispetto e solidarietà".

 

In Valsugana 'i tempi' non vengono utilizzati per giustificare la mossa. "Certo - evidenzia l'assessore - forse si poteva fissare la data alla fine dell'anno scolastico e normare l'obbligo per il prossimo, ma la legge è legge e quindi deve essere rispettata". 

 

Il quadro a Caldonazzo è chiaro e puntuale: sono 33 i bambini al nido, solo uno non è conforme, mentre sono 18 quelli non regolarizzati dai genitori che frequentano la scuola materna a fronte di 135 iscritti. In percentuale si parla rispettivamente del 3% e del 12%.

 

"L'obiezione sanitaria - conclude Carlin - è un aspetto che va oltre le considerazioni della nostra amministrazione: stiamo parlando di una legge nazionale e come tale va trattata. Ribadisco che la bocciatura della mozione è frutto della presa di coscienza dei consiglieri sul fatto che l'organo a cui appartengono non ha poteri in merito".

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