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5G, ecco perché non bisogna avere paura. Altroconsumo: ''Grazie alla capillarità delle antenne effetti negativi addirittura inferiori ad oggi''

Ovunque si organizzano comitati intimoriti dall'arrivo della nuova tecnologia (anche a Dro dove sono state raccolte oltre 400 firme) e dal fatto che verranno installate nuove antenne per supportarla convinti che ciò aumenterà l'inquinamento elettromagnetico. In realtà è proprio il contrario. Ce lo spiegava l'ex direttore del nodo italiano degli Eit, Roberto Saracco, e ora lo spiega anche la principale associazione a tutela dei consumatori

Di Luca Pianesi - 23 settembre 2019 - 11:53

TRENTO. ''Semplicemente ci saranno più antenne e quindi il segnale potrà essere molto meno forte essendo le antenne più vicine ai nostri telefonini. Questa è fisica, nessun mistero. Con il 5G e l'installazione delle nuove antenne ci sarà un calo dell'inquinamento elettromagnetico stimato di almeno 50 volte rispetto a quello attuale e non il contrario''. Aveva già provato a spiegarcelo Roberto Saracco ex direttore del Nodo italiano degli EIT ICT LABS (l'Istituto europeo di innovazione tecnologica) che ha sede a Trento, già direttore del Future Centre di Venezia, responsabile delle architetture di telecomunicazione innovative e comunicazioni scientifiche di Telecom Italia, senior member dell’IEEE (Electrical and Electronic Engineers, l'associazione internazionale di scienziati professionisti che ha l'obiettivo di promuovere le scienze tecnologiche), Distinguished Lecturer della Communication Society e autore di oltre un centinaio di pubblicazioni in Italia e nel mondo (QUI L'ARTICOLO).

 

Ora arriva anche Altroconsumo, l'associazione per la tutela e la difesa dei consumatori più diffusa in Italia, a tranquillizzare l'opinione pubblica sempre incline ad accogliere novità e cambiamenti con una certa ritrosia e una buona dose di complottismo. Complottismo facile a diffondersi (spesso spinto anche dalla politica) e difficilissimo da smontare (se provi ad opporti, in qualche modo, vai a far parte del complotto). In Trentino, per esempio, sono tanti i cittadini che si dichiarano impauriti e solo a Dro sono state raccolte oltre 400 firme a sostegno di una petizione consegnata al sindaco Vittorio Fravezzi, con la quale “chiedono all'amministrazione comunale, fino a quando gli studi scientifici non assicureranno l'innocuità dell'elettromagnetismo prodotto dalla tecnologia "5G", di astenersi dal consentire e dare esecuzione a nuovi progetti ed attività, interventi che possono condurre ad un aggravamento delle lamentate condizioni di insalubrità ambientale”.

 

Altroconsumo parte dall'Abc: ''Il 5G è la tecnologia di rete mobile che si prepara a superare l'attuale 4G Lte. Al momento è in fase sperimentale in alcune città e dovrebbe essere lanciata sul mercato italiano a partire dal 2020. Abbiamo fatto le prime prove sul campo: la rete è ancora instabile, ma come funzionerà e quali i pro e i contro che potrebbe comportare in futuro? Tanti i timori sui pericoli per la salute, ma non c'è da andare nel panico: vi spieghiamo perché''.

 

Prima una breve analisi sulla tecnologia che, come noto, è la ''quinta generazione'' di una lunga serie (2G, 3G e 4G) e che permettere di connettere i nostri smartphone e tanti altri oggetti che proprio grazie al 5G potranno diventare davvero interconnessi e, per questo, pienamente performanti (elettrodomestici, automobili, semafori, sistemi luminosi e tanto altro). ''Una delle caratteristiche principali di questa rete - scrive Altroconsumo - è, infatti, proprio quella di permettere molte più connessioni in contemporanea, con alta velocità e tempi di risposta molto rapidi''.

 

Detto questo si procede all'analisi ''vantaggi e svantaggi'': ''Rispetto alle precedenti tecnologie, permette maggiore velocità di trasmissione, tempi di risposta (latenza) più rapidi e la possibilità di gestire un numero molto superiore di connessioni in contemporanea. Per quanto riguarda la velocità - prosegue l'associazione a tutela dei consumatori -, potenzialmente il 5G può arrivare fino a 10 Gigabit per secondo. La prospettiva più accreditata ipotizza però una velocità 10 volte più elevata rispetto al 4G''. Per esempio , quindi, se oggi per scaricare un Cd audio da 700 megabyte ci vogliono con il 4G circa 4 minuti, domani con il 5G ci vorranno venti secondi. Inoltre il tempo di latenza (di risposta) sarà ricompreso tra 1 e 10 millisecondi contro gli attuali 50-100 millisecondi (pensate a come cambia, per esempio, se a ''guidare'' è la vostra auto una velocità di ''risposta'' 10 volte più efficace).

 

E arriviamo alle temute antenne: aumenteranno, effettivamente. Come ci spiegava l'ex direttore degli Eit Saracco passeremo da avere ''circa 74.000 antenne in Italia molte in tecnologia beam forming (il segnale è direzionale e quindi viene inviato direttamente al device che deve coprire) che creano un campo elettromagnetico, che si aggiunge ai molti già esistenti'' a ''1 milione di antenne perché il 5G, ha una minore capacità di propagazione e usa frequenze più elevate''. Ma più antenne significa proprio il contrario di quel che temono i complottisti: significa un calo dell'inquinamento elettromagnetico perché i segnali possono essere meno forti rimbalzando più vicini (proprio perché ci sono più antenne e il segnale è meglio direzionato). ''Il 90% dell'inquinamento elettromagnetico - aggiungeva Saracco - è legato ai segnali televisivi. Un'unica antenna per le Tv che deve coprire un grande spazio, infatti, deve avere una potenza di segnale molto più alta e meno direzionata. La maggior esposizione a campi elettromagnetici nei sistemi radiomobili deriva, oggi, dal metterci il telefonino all’orecchio, non dalle antenne che si vedono sui tetti o per strada, e questo non cambierà con il 5G''. 

 

Altroconsumo spiega, a sua volta, che ''il fatto che gran parte del lavoro, nelle reti 5G, sia fatto dal sistema di antenne e non dall'hardware dello smartphone, potrebbe anche comportare un notevole risparmio energetico, con una maggiore durata delle batterie dei device''. E per quanto riguarda la salute la principale associazione che tutela i consumatori in Italia spiega che ''quello che sappiamo fino ad ora rassicura più che allarmare: il 5G viaggerà sì su frequenze più elevate rispetto a 2G, 3G e 4G (e questo è uno degli elementi che spaventa), ma la rete di antenne, in realtà, utilizzerà segnali dotati di potenza inferiore. Inoltre resta fermo il fatto che, anche se a frequenze maggiori, la capacità di penetrazione di queste onde nei tessuti umani rimane sempre molto bassa e limitata agli strati superficiali della pelle, mancando anche l’energia necessaria per causare un danno al Dna. Con una rete di questo genere, per la capillarità delle antenne del 5G, l’intensità dei segnali necessari e le frequenze utilizzate, viene da pensare a un’esposizione limitata e dagli effetti negativi paragonabili o addirittura inferiori a quelli derivanti dall’uso di tecnologie precedenti''.

 

Insomma la conclusione è che se i rischi esistono (Altroconsumo spiega che comunque ad oggi il quadro scientifico è contraddittorio ma tendenzialmente non preoccupante) questi rischi sono legati all'utilizzo dello smartphone che quotidianamente ci portiamo all'orecchio o teniamo attaccato al nostro corpo e non per le antenne sulle quali poi ''rimbalza'' il segnale. Un segnale che, con più antenne, con il 5G, potrà, comunque, essere meno potente (e quindi ancor meno impattante). ''Sulla base di quello che vediamo - conclude Altroconsumo - quindi, non dobbiamo preoccuparci particolarmente; ma per evitare qualsiasi tipo rischio anche solo potenziale, è sempre meglio adottare alcuni semplici accorgimenti in modo da ridurre l’esposizione di testa e corpo alle emissioni dei cellulari. E bastano davvero pochi centimetri perché il livello di esposizione si riduca drasticamente''. Qui l'articolo dell'associazione a tutela dei consumatori completo e con altri approfondimenti. 

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