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"Andrei a scuola se la Terra fosse OK". Anche gli insegnanti aderiscono al Global Climate Strike

Proclamato per venerdì prossimo, 27 settembre 2019, lo sciopero mondiale per il clima vedrà anche la partecipazione dei lavoratori del comparto istruzione e formazione della Flc Trentino. Una adesione volta a sostenere l'impegno dei ragazzi, per un futuro più sostenibile 

Di Davide Leveghi - 20 settembre 2019 - 18:31

TRENTO. Venerdì 27 settembre 2019 il mondo si ferma per il clima, e con lui il comparto dei lavoratori della conoscenza. Il personale docente, delle università e delle scuole non statali, del settore dell'istruzione e della ricerca, che aderisce alla Flc Cgil Trentino, infatti, ha proclamato lo sciopero per l'intera giornata con lo scopo di porre l'attenzione sul tema del cambiamento climatico, accodandosi finalmente a un percorso già da tempo intrapreso dagli studenti.

 

Con la protesta di venerdì prossimo la categoria trentina intende mettersi in campo per sensibilizzare anche il mondo della scuola sulle problematiche connesse al riscaldamento globale. Un primo passo, a cui aggiungere un ciclo di lezioni per formare gli insegnati sul tema nei prossimi mesi, grazie alla collaborazione dell'associazione Proteo che si occupa di istruire i lavoratori del settore.

 

I ragazzi e le ragazze in questi mesi hanno dimostrato di avere compreso meglio degli adulti il forte rischio che stiamo correndo – ha ammesso Cinzia Mazzacca, segretaria della Flc del Trentino – Il loro impegno deve essere anche quello di tutti noi. A noi sta anche affiancarlo per approfondire al meglio questo tema, e anche per renderlo interessante per tutte le età. La scuola in questo senso può avere un ruolo molto importante, promuovendo anche stili di vita e comportamenti rispettosi dell'ambiente. È questa consapevolezza che ci ha spinto ad aderire con lo sciopero alla mobilitazione e che ci ha fatto impegnare anche nell'elaborazione di una proposta formativa specifica”.

 

Uno sforzo, da parte del comparto della formazione, volto a attirare l'attenzione del mondo politico su un tema non sempre al centro dell'agenda, nonostante anche il Trentino abbia cominciato a sperimentare gli effetti del cambiamento climatico dopo il passaggio della tempesta Vaia, l'ottobre scorso. Il futuro delle prossime generazioni è già ipotecato, e per questo si deve sviluppare un nuovo paradigma atto al consumo responsabile e sostenibile delle risorse.

 

Il sindacato, afferma il comunicato, non può che aggiungersi al grido di emergenza sul cambiamento climatico, poiché gli squilibri ambientali, se non gestiti, avranno ricadute automatiche sulla società, aumentando le vecchie e creando nuove diseguaglianze. La Cgil Trentino, per questo, sostiene le ragioni dello sciopero e in linea con la Confederazione nazionale sta promuovendo attraverso le proprie categorie delle assemblee di lavoratori e lavoratrici per informare e creare consapevolezza sul tema del cambiamento climatico

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