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Dallapiccola: ''Chi ha dato l'ordine di non sedare M49? Lo si è esposto a sofferenze indicibili e l'adrenalina gli ha permesso di scappare''

L'ex assessore, veterinario e pastore spiega che ''con Daniza e Kj2 sono stati fatti degli errori tuttavia abbiamo accumulato quel grande volume di esperienza dal quale si sarebbe potuto imparare. La giunta leghista, invece, ha voluto utilizzare la politica per indirizzare chi materialmente gestisce l'orso, buttando all'aria tutta l'esperienza tecnico-scientifica dei nostri bravi forestali''

Di Luca Pianesi - 18 luglio 2019 - 06:01

TRENTO. E' la mancata sedazione l'elemento chiave attorno al quale ruota il clamoroso fiasco della Provincia di Trento con M49. Lo abbiamo scritto ieri cercando di dare risposta alle diverse domande che in questi giorni si sono posti in tanti (dall'ipotesi che sia stato fatto scappare apposta per poi poterlo uccidere, al come mai ci sono così tante fototrappole che lo stanno ritraendo in Marzola) e lo ha spiegato anche l'Associazione Nazionale Nazionale Medici Veterinari In Italia (''''L'animale era in salute e la valutazione è stata di non fargli l'anestesia'', ha detto il Presidente della Provincia di Trento - hanno scritto - così rivelando la mancata applicazione di un protocollo veterinario di cattura che avrebbe tutelato l’orso e portato a buon fine le operazioni di messa in sicurezza dell’animale e del territorio''). 

 

E ne è convinto anche l'ex assessore Michele Dallapiccola che fu protagonista, suo malgrado, della vicenda di Daniza uccisa proprio dall'anestesia. Era settembre 2014 e l'orsa dopo che aveva aggredito un cercatore di funghi, al momento della cattura non aveva retto la sedazione (aveva 19 anni e il farmaco per lei si era rivelato fatale). Una situazione completamente diversa da quella di questi giorni dove la politica ha deciso di agire nonostante questo orso non avesse mai aggredito l'uomo (Fugatti visto il parere negativo del ministero aveva dichiarato che si prendeva lui la responsabilità). Un orso di 3 anni in salute e in forze che si è deciso di catturare, tenere rinchiuso per svariate ore in pochi metri quadri di una trappolatubo, al buio, senza addormentarlo, per poi caricarlo su un carrello, agganciarlo a una jeep, trasportarlo nel traffico tra luci di fanali, rumori di automobili e voci di persone e farlo uscire, carico di adrenalina all'interno del Casteller

 

''Un viaggio senza sedazione che ha praticato a questo povero animale delle sofferenze indicibili - spiega Dallapiccola che oltre ad essere stato assessore all'ambiente per decenni ha esercitato la professione di veterinario oltre che di pastore - e chissà quali traumi si è procurato dentro il tubo nel tentativo di fuggire. Non a caso anche per il trasporto degli animali domestici è previsto che venga utilizzato un mezzo giudicato idoneo dalle autorità di igiene e sanità animale e chi effettua il trasporto deve essere dotato di apposito patentino che si consegue attraverso uno specifico corso. Qui invece nulla di tutto ciò e così quando la porta a ghigliottina della trappola si è aperta l'animale era talmente carico di adrenalina che non si sarebbe fermato di fronte a nulla''.

 

''E anche l'ultimo dei pastori - prosegue - sa che quando metti in un recinto elettrico un animale spaventato questo scapperà sfondandolo perché la paura stimola la produzione di adrenalina che notoriamente limita la percezione del dolore. Lo devi abituare un po' alla volta. Vale per qualsiasi animale allo stato brado figuriamoci per un selvatico. M49 andava sedato, lasciato svegliare, vigilato e seguito fin quando, dopo aver preso qualche scossa, avrebbe imparato a stare alla larga dal recinto''.

 

''Se questa giunta avesse avuto l'umiltà di organizzare o anche solo semplicemente assistere a qualche serata del nostro bravissimo dottor Groff (Coordinatore del Settore Grandi Carnivori) - prosegue Dallapiccola - avrebbe potuto apprendere i principali rudimenti che permettono di capire e conoscere questo animale tanto meraviglioso per chi sia appassionato di natura quanto spaventoso e terrificante per chi allevi bestiame. In questi incontri da sempre spieghiamo che l'orso sa arrampicarsi, nuotare, cacciare e correre infinitamente meglio e più velocemente di un uomo. Invece, no. Nessun incontro, né con il ministro né di formazione tecnica e nonostante ciò questa politica saccente, colpevolmente in ritardo, ha deciso di sovrapporsi alla scienza e alla diplomazia convinta di affermare la propria superiorità a suon di slogan. Non conoscevano cosa è un orso, non sapevano di M49''.

 

Dallapiccola promette, quindi, che anche in consiglio provinciale chiederà da dove è partito l'ordine di non sedare l'animale perché per l'ex assessore la giunta leghista ''ha voluto utilizzare la politica per indirizzare chi materialmente gestisce l'orso, buttando all'aria tutta l'esperienza tecnico-scientifica dei nostri bravi forestali. In colpevole ritardo - continua - pressati psicologicamente dalla rabbia dei contadini delle Giudicarie si sono affrettati ad imporre il come procedere ai propri tecnici a suon di ordinanze ed, immagino, di telefonate dal tono non certo bonario. Se quanto ipotizzato rispondesse al vero, allora l'interferenza sul come e sul quando catturare l'orso non avrebbe dovuto esistere. L'intera operazione poteva essere portata avanti con assoluta calma a partire dallo scorso inverno quando M49 dormiva e dal ministro intanto si poteva andare e trattare con calma''.

 

''Se con Daniza e Kj2 sono stati fatti anche degli errori - conclude l'ex assessore - tuttavia abbiamo accumulato quel grande volume di esperienza dal quale si sarebbe potuto imparare. Invece? Eccoci qui, ancora una volta a sbagliare come mai si era fatto prima''.

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