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Etiopia, da un'infanzia in strada al sogno di aiutare i bimbi orfani. Storia d'amore e riscatto di Gadisa, salvato da un medico che ha creduto in lui

Rimasto senza genitori da piccolo, il 28enne ha vissuto in strada, ma non si è mai arreso. Due lauree dopo, grazie all'aiuto e alla fiducia del dottor Cappelletti, ha fondato ad Addis Abeba una casa d'accoglienza dedicata ai ragazzi che non hanno una famiglia

Pubblicato il - 23 maggio 2019 - 06:01

TRENTO.  "Rispondendo, il re dirà loro: "In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". È un versetto della Bibbia (più precisamente Matteo 25, 40), quello che Gadisa Birhanu ha scelto per raccontare la sua storia e come nome dell'organizzazione di volontariato ("Testimony 25:40", appunto) che ha messo in piedi dal nulla per aiutare i bambini e i ragazzi dall'infanzia difficile, come quella che ha vissuto lui.

Ventotto anni, una vita in salita, scalata a suon di sogni. Questo è Gadisa, un ragazzo etiope che ha deciso di fare dell'accoglienza la sua missione quotidiana. Rimasto orfano in tenera età, ha dato vita a una realtà che si occupa di aiutare i bambini e i ragazzi che si trovano ad affrontare un'infanzia difficile, come quella che ha vissuto lui.

 

A raccontare la sua storia è il dottor Roberto Cappelletti, un ortopedico trentino che ha conosciuto Gadisa durante una missione e che ha creduto in lui e nei suoi progetti: "Gadisa non ha conosciuto il papà e la sua mamma è mancata quando lui era piccolo. Ha vissuto per un po' con il fratello, ma quando aveva 13 anni la moglie lo ha cacciato di casa. Per un periodo ha vissuto di espedienti, ma ha tenuto duro, a scuola andava bene, così il governo gli ha fatto fare le superiori. Visti i suoi buoni voti, sempre il governo gli ha consentito di fare anche un corso universitario in Marketing. Dopo averlo terminato, però, non riusciva a trovare lavoro perché nessuno garantiva per lui".

 

E qui è nata l'amicizia con il dottor Cappelletti: "Ero in Etiopia per una breve missione come ortopedico, partito con Cuamm (Medici con l'Africa, qui) ero all'ospedale di Wolisso, a meno di 120 chilometri da Addis Abeba. Lì ho conosciuto Gadisa che mi ha chiesto se lo aiutavo a fare un corso all'università, mi ha raccontato la sua storia e detto che voleva diventare un "social worker"".

 

Quindi la decisione del dottore di aiutare questo ragazzo determinato, all'epoca senza fissa dimora: "Mi ha dato l'impressione di una persona seria, preparata, parlava un ottimo inglese. Gli ho dato fiducia e ho sponsorizzato il suo corso di tre anni. Lui si è laureato e ha trovato quasi subito lavoro per una Ong canadese di volontariato".

 

Un lavoro ben pagato che Gadisa ha però deciso di lasciare per aiutare i ragazzi di strada: "Ha lasciato un lavoro ben retribuito, preso una struttura in affitto e dato vita a un ostello con i cui proventi (assieme alle donazioni) mantiene un'attività che dà istruzione, cibo e assistenza sanitaria ai ragazzi di strada".

Ora la struttura di Addis Abeba ha un anno e mezzo d'età, al momento ospita 47 ragazzi, ma ci sono periodi in cui questi arrivano a picchi di 60. Gadisa Birhanu ha fondato e cura come responsabile l'organizzazione di volontariato "Testimony 25:40", girando anche diversi Paesi nel mondo dove viene invitato a raccontare la storia sua e dei suoi ragazzi. "Gadisa ha grandi capacità di relazione, anche grazie all'ex presidente dell'Etiopia che lo ha introdotto nell'ambiente, è riuscito a crearsi una rete di aiuti in tutta Europa. Ad invitarlo a parlare e sono spesso le comunità etiopi in diversi Paesi".

 

Ma i sogni di Gadisa non sono terminati: vorrebbe riuscire ad aiutare sempre più ragazzi orfani e bisognosi per aiutarli a costruirsi un futuro. "Sogna di costruire una struttura sua per la quale non debba più pagare l'affitto - racconta il dottor Cappelletti - Il governo gli ha promesso che gli donerà un terreno per costruire un centro". Per questo questo 28enne determinato gira il mondo in cerca di finanziamenti e supporto per i suoi ragazzi. A chi lo va a conoscere parla del suo percorso, un percorso difficile durante il quale ha anche pensato di non farcela. "Ma Dio ha permesso che soffrissi così tanto per poter arrivare ad aiutare questi ragazzi" dice oggi. Ancora, confida che la sua testimonianza "dia speranza e ispiri i bambini a sognare in grande in modo che possano crescere donne e uomini di successo e possano essere una testimonianza d'ispirazione per altri orfani".

Come fa spesso quando è di ritorno da un viaggio, Gadisa in questi giorni si è fermato in Trentino, dal dottor Cappelletti che ormai è un grande amico. Rimarrà fino a sabato prossimo. Cappelletti poi spera di vederlo presto in Africa: "Sono tre anni che non vado ad Addis Abeba e non ho ancora visto la struttura di Gadisa".

 

Chi volesse sapere di più della storia di Gadisa e dell'organizzazione di volontariato che ha fondato può consultare il sito dedicato. È inoltre possibile sostenerne l'attività (e, sperabilmente, la costruzione del nuovo centro) con un bonifico intestato al "Testimony Feeding Center" (IBAN: IT44 Z081 7834 470000012156331, codice BIC: CCRTIT2T47A).

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