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''Fermi tutti ci sono 1.300 alveari a Trento Sud che sono in pericolo. Non seguite le indicazioni sui trattamenti e lo sfalcio''

Preoccupatissimo il presidente degli apicoltori trentini per il comunicato tecnico diffuso dalla Fondazione Mach ai contadini nella zona a sud del capoluogo: ''Nessuno ci ha avvertito e noi abbiamo ancora le nostre api sparse a macchia di leopardo tra le campagne''

Di Luca Pianesi - 18 aprile 2019 - 15:53

TRENTO. Oltre 1.300 alveari rischiano di essere spazzati via per un ordine, evidentemente partito dall'alto senza i necessari approfondimenti, arrivato all'improvviso ai contadini. E i tempi, a questo punto, sono strettissimi per salvare un parte importante dell'apicoltura trentina. ''Se qualche contadino per caso lo legge ed esegue quanto gli è stato inviato dai tecnici della Fondazione Mach è un disastro - spiega allarmato il presidente dell'Associazione apicoltori trentini Marco Facchinelli - dobbiamo diffondere la notizia il più possibile e fermare questa follia''.

 

Siamo a Trento Sud nelle campagne comprese tra Romagnano, Ravina, Mattarello, Aldeno. In qualche zona i meleti sono pienamente in fiore, in altri cominciano a cadere i primi petali e solo pochi giorni fa i frutticoltori della zona hanno chiesto agli apicoltori di non portare via le loro arnie perché il periodo è perfetto per l'impollinazione. ''E quindi, come da consigli dei tecnici - prosegue Facchinelli - le abbiamo sparse a macchia di leopardo tra i frutteti, nei campi, nei meleti a coltivazione biologica e non biologica, insomma ovunque proprio per aiutare i nostri amici agricoltori con l'impollinazione''.

 

Oggi, però, è arrivata l'incredibile notizia. ''Di solito si confrontavano con noi, venivamo avvertiti. Questa volta invece - continua il presidente dell'Associazione apicoltori trentini - è successo l'incredibile. Senza alcun tipo di confronto è arrivato ai contadini il comunicato tecnico della Fondazione Edmund Mach che dà l'ok ai trattamenti se è già terminata la fioritura e consiglia di sfalciare i fiori nel sottofilare. Un'eresia vera e propria perché nei sottofilari in questo periodo dell'anno è pieno di piante di tarassaco (quei fiori gialli che siamo abituati a vedere nelle nostre campagne ndr) il cui fiore è uno dei più importanti per le nostre api''.

 

 

 

 

 

E poi ci sono i trattamenti con Azadiractina autorizzati se la fioritura è terminata. ''Ma cosa vuol dire? In qualche zona può essere terminata in qualche altra no - prosegue Facchinelli - gli stessi contadini ci stanno chiamando allarmati e confusi. Queste indicazioni, normalmente, vengono date dopo che ci è stato detto di spostare gli alveari. Qui è saltato qualcosa e noi in una notte, per bene che possiamo fare, riusciremo a spostare 100, 200 massimo 300 alveari. Se domani mattina qualche agricoltore decide di seguire queste indicazioni succede un macello. Ho già scritto all'assessora Zanotelli. L'appello è ai contadini: aspettate a seguire queste indicazioni. Non possiamo permetterci di rischiare di perdere una popolazione così importante di api. In tutto il Trentino tra professionisti e hobbisti ci sono circa 20.000 alveari. Sarebbe un grande danno per tutto il territorio''.

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