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| 23 nov 2019 | 10:58

Fuori dal garage aveva la fila di auto ma era in pensione. Beccato dalla polizia ora si cerca di risalire ai clienti

E' successo a Varda nel comune di Bedollo e a scoprirlo è stata la polizia stradale della stazione di Predazzo. Tante le giornate di monitoraggio dell'attività dell'uomo che rischia fino a oltre 15.000 euro di multa

Fuori dal garage aveva la fila di auto ma era in pensione
di Redazione

PREDAZZO. Era in pensione eppure dal suo garage privato andavano e venivano continuamente auto e veicoli. Insospettiti dall'andirivieni gli agenti della polizia stradale di Predazzo hanno cominciato a monitorare il piazzale antistante il garage e alla fine sono arrivati a documentare che erano in corso lavori di riparazione di autoveicoli con l’utilizzo di attrezzature tecniche professionali. L’operazione svolta, nei giorni scorsi, dagli agenti di polizia ha avuto come teatro la località Varda nel comune di Bedollo.

 

Dai controllo documentali è emerso che il responsabile dell’attività risultava non più iscritto alla Camera del Commercio, (e quindi stava violando l’articolo 10 della Legge 122/92, che prevede la sanzione amministrativa da 5.164 a 15.493 euro e la confisca delle attrezzature professionali). Ma non è tutto: ora sono in corso le notifiche delle violazioni amministrative nei confronti dei clienti che si sono avvalsi dell’opera abusiva del meccanico in pensione (previste dalla stessa Legge 122/92, che comportano una sanzione amministrativa da 51 a 258 euro).

 

Poiché l’attività nel campo della vendita e dell’autoriparazione di autoveicoli viene costantemente monitorata dalla polizia stradale nell’ambito del territorio, che per quanto riguarda il Distaccamento di Predazzo abbraccia non solo le valli di Fiemme e Fassa ma comprende anche la Valfloriana la valle di Cembra ed il Primiero, si sta intensificando l’attività di raccolta delle informazioni legate all’attività abusiva, che elude non solo gli obblighi legati agli indubbi ricavi economici ed il mancato rispetto delle prescrizioni inerenti il corretto smaltimento dei rifiuti speciali, ma presenta una indubbia concorrenza sleale verso i tanti artigiani che rispettano le normative in vigore.

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