Da oltre un anno un padre e una madre percorrono le strade della città alla ricerca della figlia scomparsa nella droga: “Continueremo a cercarla, ogni giorno”
Quella di questa famiglia è una storia che racconta il dramma vissuto anche da tanti altri genitori. Una storia fatta di dolore, di paura, di vergogna, di sofferenza ma anche di dignità, di tenacia e amore infinito. Laura se ne è andata di casa nel luglio dello scorso anno, è scomparsa nel mondo della droga. Sua madre e suo padre quasi ogni giorno la cercano, girano le strade di Trento: "Vorremmo farle capire che c'è sempre una speranza, c'è sempre un rimedio a qualsiasi cosa"

TRENTO. Percorrere senza sosta le strade di Trento con la speranza di trovare la propria figlia. Da oltre un anno un padre e una madre hanno trasformato la loro quotidianità in questo. Cercare Laura (nome di fantasia per tutelarne la privacy) una ragazza di circa vent'anni che ha scelto di vivere lontano da casa, tra le vie di Trento, prigioniera della dipendenza dalle sostanze stupefacenti.
“Noi la cerchiamo, non abbiamo nessuna intenzione di smettere di cercarla perché anche se è maggiorenne rimane sempre nostra figlia” ci dicono i due genitori di Laura appena li incontriamo. Una storia drammatica. La vedono, a volte, da lontano. Provano ad avvicinarla, a parlarle, a convincerla ad accettare un aiuto. Ma ogni tentativo si infrange contro il muro della dipendenza.
E' una storia che racconta il dramma vissuto da tanti altri genitori. Una storia fatta di dolore, di paura, di vergogna, di sofferenza ma anche di tenacia e amore infinito.
Tutto ha inizio quando Laura ha appena 16 anni. Va a scuola, coltiva le sue passioni e conduce una vita che per tutti sembra quella di tanti altri adolescenti. Poi arriva il primo episodio che accende un campanello d'allarme: uno spinello, scoperto prima dai carabinieri e poi anche dai suoi genitori. All'epoca poteva sembrare una semplice bravata, una trasgressione adolescenziale. Ma quella che sembrava una parentesi si rivela purtroppo l'inizio di un percorso molto più complesso.
Con il tempo qualcosa cambia. Laura lascia la scuola che sta frequentando perché vuole maggiore autonomia. Decide di lavorare e trova un impiego stagionale in alcuni locali, un'esperienza che la porta a trascorrere diversi mesi dell'anno lontana da casa. Si impegna. È proprio in quel periodo, però, che i genitori iniziano a percepire una distanza sempre più grande.
“Quando tornava a casa – raccontano – era ancora con noi, ma sentivamo che qualcosa stava cambiando. Col passare del tempo cercava sempre più spesso di stare fuori, di uscire con gli amici, di dormire da loro. Voleva evadere”.
Dietro quelle assenze sempre più frequenti, dietro quel desiderio di indipendenza che sembrava appartenere a una normale fase di crescita, la famiglia iniziava a intravedere i segnali di un disagio più profondo. Segnali che purtroppo ad un certo punto si sono rivelati con una drammatica conferma.
“Un giorno nel luglio dello scorso anno – ci raccontano il padre e la madre di Laura – i carabinieri hanno suonato alla nostra porta di casa. Con loro c'era anche nostra figlia che noi pensavamo stesse lavorando. Era stata trovata in possesso di crack e i militari erano venuti per ispezionare casa”. Durante l'ispezione, nascosto nell'armadio della sua camera, viene trovato anche un bilancino di precisione. Una situazione che porta Laura ad affrontare un procedimento giudiziario per il possesso della sostanza stupefacente.
“Era un martedì mattina – racconta la madre –. Laura si è preparata ed è andata in tribunale. Poco dopo è arrivata la condanna, con la pena poi sospesa. Ma da quel tribunale, da quel giorno, Laura non è più tornata a casa”. Quella mattina segna una frattura nella vita della famiglia.
Da quel momento Laura non farà più ritorno nella sua abitazione dove viveva con i suoi genitori. Iniziano le ricerche, i tentativi di avvicinamento, la speranza mai abbandonata di riuscire a portarla verso un percorso di aiuto. Ricerche che ancora oggi continuano.
“Appena ci svegliamo e prima di addormentarci il nostro pensiero va sempre a lei” ci raccontano i genitori. Nelle parole del padre e della madre di Laura si misura la forza dimostrata in questi mesi: non hanno mai smesso di cercarla. Hanno chiesto aiuto alle forze dell'ordine cercando ogni possibile strada per riuscire ad avvicinarla e in qualche modo aiutarla. In alcuni casi hanno trovato le porte chiuse a causa della maggiore età della ragazza.
Non mancano i messaggi sul cellulare. “Mamma e papà scusatemi non meritate di avere una figlia così”, gli avvistamenti a Trento e il tentativo di fermarla per aiutarla, per parlarci. Laura continua a scomparire. Dorme per strada, a casa di amici. Sembra diventata quasi un fantasma, di lei non si sa quasi più nulla.
“Dalle forze dell'ordine abbiamo trovato tanta solidarietà, tanta umanità e tanta disponibilità. Ma nostra figlia oggi è maggiorenne e nessuno può obbligarla a tornare a casa .Ma questo non ci fa smettere di cercarla perché sappiamo che solo noi possiamo aiutarla. Se smettessimo morirebbe” spiegano i genitori che si sono rivolti anche all'Associazione Famiglie Tossicodipendenti e alla direttrice Terapeutica Paola Maria Meina che si è subito messa al lavoro per cercare di dare un aiuto.
Le ricerche non si fermano. Vanno avanti anche in questi giorni. Il dolore di non riuscire a strapparla dalla droga e riportarla indietro ma scegliere comunque ogni giorno di esserci, continuare a cercarla con la speranza di poterla prima o poi riavere in casa. “Vorremmo dirle che c'è sempre una speranza, c'è sempre un rimedio a qualsiasi cosa. Lei è nostra figlia e mai smetteremo di volerle bene. Continueremo a cercarla, ogni giorno”.














