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In Trentino c'è un sindaco (di centrodestra) che vuole M49: ''Da noi si può creare un progetto di educazione, turismo e studio. Attendiamo la Pat''

Dopo l'Abruzzo arriva l'offerta di una casa per M49 - Papillon dal sindaco di Sagron Mis. "La mia è un'idea in un momento di emergenza visto che ci sono persone che vorrebbero uccidere l'orso. Sarebbe un fallimento politico e gestionale per tutto il territorio". Oggi i primi contatti con il ministro dell'Ambiente

Di Giuseppe Fin - 24 luglio 2019 - 06:01

TRENTO. “Uccidere M49? Sarebbe una sconfitta anche politica per il Trentino”, dopo l'accoglienza offerta all'orso trentino più ricercato di sempre da parte dell'Abruzzo (Qui l'articolo) ora ad offrire un'altra casa è stato Sagron Mis. Un piccolo comune trentino di 185 abitanti con un sindaco che ha le idee molto chiare. Stiamo parlando di Luca Gadenz che in queste ore attraverso i mass media ha deciso di lanciare la sua proposta al presidente della Giunta provinciale Maurizio Fugatti dal quale ora si attende una risposta.

 

 

Sindaco, è già riuscito a mettersi in contatto con il ministro Sergio Costa?

Ho già avuto un contatto con Roma proprio oggi ma non sono riuscito a sentirmi con il ministro personalmente. Credo riusciremo a parlarci in serata oppure domani.

 

Ma da dove le è arrivata l'idea di ospitare nel suo territorio l'orso M49 – Papillon?

Per prima cosa ritengo che l'animale non vada assolutamente abbattuto. Sono fermamente contro ad una sua uccisione. Ma sono anche contro il fatto che se ne vada dal Trentino. E' un animale molto bello anche se con qualche problematica. Se accadesse lo considererei un grande insuccesso sul piano politico e gestionale. Un fallimento troppo grande per il nostro territorio. Da queste considerazioni è nata l'idea di candidare il nostro territorio per ospitare l'orso.

 

Ma dove pensa di poterlo mettere? Ha già pensato ad un posto?

A scanso di equivoci tengo a precisare che io parlo comunque di costruire un vero e proprio progetto di gestione dell'orso in modo sicuro e quindi con un grande recinto. Nessuno mai ha parlato di reinserimento di questo animale anche se qualcuno ha già equivocato. C'è una grande area a Sagron, una bella collina che potrebbe fare al caso nostro. Poi sui dettagli tecnici del recinto io non mi ci metto perché servono i tecnici.

 

Lei però non pensa solo ad un recito. Ha già un testa un progetto molto più grande.

Beh lo spazio c'è e anche la volontà di costruirci attorno un progetto di educazione ambientale pensando ai giovani. Si può fare didattica, realizzare un centro studi scientifico. Alla mia idea c'è dietro non solo il recinto ma un vero e proprio progetto culturale.

 

Un centro studi?

Si perché grazie all'orso ci possono essere anche delle ricadute occupazionali. Basta pensare a chi si occupa di comunicazione e formazione, o chi gestirà il recinto. Sono posti di lavoro importanti e queste cose generano occupazione. Nei piccoli paesi di montagna tutto questo ci aiuta a combattere lo spopolamento che ogni giorno combattiamo. Ci sono poi le ricadute indirette che arriverebbero dal turismo, ovviamente sempre nel rispetto dell'animale. Ma i turisti potrebbero vedere l'orso e imparare qualcosa. E' una visione ampia quella che voglio mettere in campo.

 

Lei è un sindaco di Civica Trentina. Un partito che sostiene l'attuale maggioranza in provincia e che non la pensa proprio come lei sulla questione orso.

Me ne rendo conto ma dico anche che si può sbagliare. A me poco importa questa cosa. Io faccio l'amministratore di un comune. Credo debba prevalere il buon senso, la lungimiranza, e la volontà di un progetto fatto bene e con ricadute positive sulla collettività.

 

E i suoi concittadini cosa ne pensano?

Come tutte le idee un po' particolari possono generare qualche stupore. Io francamente sono convinto che la maggior parte delle persone segue questa idea. L'intuizione è stata un colpo di fulmine difronte alla volontà di chi vuole uccidere l'animale. Non potevo di certo attendere i tecnici per fare un referendum anche se siamo in 185. E' un'idea per un momento drammatico. Vediamo se gli attori, a partire dalla Provincia, accettano di costruire un tavolo e poi un progetto passo dopo passo.

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