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| 17 mag 2019 | 08:26

Incendiata l'auto di un agente del carcere di Trento

Il mezzo è stato dato alle fiamme tra domenica 12 e lunedì 13 maggio. L'allarme al carcere di Spini è scoppiato nel cuore della notte. L'origine sarebbe dolosa 

Incendiata l'auto di un agente del carcere di Trento
Foto tratta da www.sinappe.it
di Redazione

TRENTO. Nella notte tra domenica e lunedì scorsi l'auto privata di un agente di polizia penitenziaria parcheggiata nel parcheggio seminterrato del carcere di Spini di Gardolo è stata data alle fiamme. I vigili del fuoco intervenuti per sedare l’incendio hanno parlato di un gesto con tutta probabilità di natura dolosa, escludendo fenomeni di autocombustione.

 

A denunciare il fatto Roberto Santini, segretario generale Sinappe che ha mandato una lettera per quello che è successo al direttore della casa circondariale di Trento e ai dirigenti della direzione penitenziaria regionale e di Roma.

 

 

“Rispetto a questi inquietanti gesti – è stato spiegato - non si può che esprimere tutta l’amarezza possibile; un atto di assoluta inciviltà che altro non fa che parimenti connotare l’autore. Nel contempo è naturale esprimere sentimenti di vicinanza al malcapitato collega”. I danni subiti sono stati diverse migliaia di euro in quanto a prendere fuoco non è stata solo l’autovettura ma anche altri beni personali (una minimoto parcheggiata davanti alla macchina e dei pneomatici).

 

L'incendio intimidatorio non è ancora chiaro se sia stato rivolto ad un singolo agente oppure all'intera categoria. Sono ancora in corso gli accertamenti.  Ad accorgersi delle fiamme sono stati alcuni agenti che stavano smontando il turno e immediatamente hanno avvertito i vigili del fuoco.

 

A fronte di situazioni del genere il Sinappe ha chiesto urgentemente la riparazione sia del cancello di accesso agli alloggi demaniali, sia della basculante di accesso ai posti auto coperti.

 

La seconda, infatti, risulta danneggiata da svariato tempo, mentre il primo risulta fuori uso ormai da 5 mesi. Oltre a questi problemi vi è anche il malfunzionamento del sistema citofonico per l’accesso agli alloggi.

 

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