L'amore spiegato dai bambini: le piantine per il bosco ferito da Vaia devono superare l'inverno e loro le proteggono con sciarpe e maglioni
Un'emozione unica quella regalata a tutti dai bambini della scuola d'Infanzia equiparata di Caldonazzo “Maria Bambina” che hanno deciso di proteggere le piantine che a marzo andranno a piantare nei boschi feriti da Vaia lo scorso anno. Le maestre: ''Vederli realizzare la loro idea è stato davvero emozionante''

CALDONAZZO. Un gesto semplice ma profondo fatto con quell'amore che solo i bambini riescono a far vedere. E lo hanno dimostrato nei confronti delle piccole piante che serviranno per ripopolare i boschi feriti dalla tempesta Vaia.
Protagonisti di questa bellissima esperienza che ha commosso in tanti, sono stati i bambini di 5 anni della scuola d'Infanzia equiparata di Caldonazzo “Maria Bambina” che a partire dallo scorso anno, attraverso disegni, racconti e tanto altro, hanno approfondito tutto quello che è successo con Vaia.Un percorso, guidato dalle maestre, per superare le paure ma allo stesso tempo non perdere la consapevolezza di quello che era successo.
Ecco allora che dopo un grande albero di Natale per la scuola creato da una composizione di alberi sdraiati a terra con tanto di luci e addobbi, quest'anno si è deciso di andare oltre, di guardare avanti. Durante gli scorsi mesi, quindi, i bambini sono stati accompagnati dalla guardia forestale a rifugio Paludei. Qui hanno potuto vedere e toccare con mano le ferite inferte dalla tempesta dello scorso anno al bosco. Il passo successivo è stato quello di voler creare un “bosco nuovo”. Ai bambini e alle maestre sono state date una quarantina di piccole latifoglie che poi a marzo del prossimo anno loro stessi metteranno a terra e andranno a riempire così quei vuoti lasciati nel bosco da Vaia.
Nell'attesa, però, le piantine dovranno superare l'inverno. E alla domanda delle maestre, “Come possiamo prenderci cura di queste piante? Come possiamo tenerle al caldo durante il periodo invernale” la riposta dei bambini è stata davvero unica. “Con una coperta”, "una sciarpa”, “la calzamaglia”, “un maglione vecchio”. E' bastato un solo giorno e i bambini, portando loro stessi tutto da casa propria, hanno “vestito” il nuovo bosco di colore, calore e amore.

Una risposta che ha fatto nascere in tutti un'emozione straordinaria e contagiosa. “Abbiamo visto bambini sedersi accanto alla propria pianta accarezzarla, altri avvicinarsi e sussurrarle qualcosa, altri ancora riaggiustarle il cappotto” hanno spiegato le maestre. “Quel giorno in cui i bambini hanno vestito il bosco con i loro indumenti ricchi d'affetto e vissuto è stato per tutti indimenticabile”.

Le piantine, con tanto di indumenti per restare al caldo, rimarranno nella scalinata della scuola fino a marzo. Saranno poi gli stessi bambini che una dopo l'altra le porteranno nel bosco per riparare a quelle tremende ferite lasciate da Vaia.


















