“Il legno, custodendo le ferite e la memoria della natura, si fa emozione”. La nuova opera di Martalar: ecco “Il Bacio” a Molveno
L'artista veneto ha condiviso il suo ultimo lavoro, posizionato nel centro di Molveno, sui social: “Il Bacio – dice – è il racconto di una vicinanza che supera la distanza, di due anime che si riconoscono prima ancora di toccarsi”

TRENTO. In Trentino arriva una nuova opera di Marco Martalar: ecco “Il Bacio”, nel centro storico di Molveno.
A comunicarlo, con un video condiviso sui suoi canali social, è lo stesso artista veneto – noto per le sue grandi opere realizzate partendo dagli scarti lignei della tempesta Vaia.
La scultura installata a Molveno riprende proprio lo stile che Martalar ha portato in diverse zone del Trentino – e non solo – negli ultimi anni, raffigurando due persone una di fronte all'altra, nell'atto di avvicinarsi per un bacio.
“Dai rami abbandonati – scrive l'autore – segnati dal vento, dall'acqua e dal tempo, emergono due presenze che si cercano. La materia, apparentemente fragile e dispersa, si raccoglie in forme umane e ritrova un destino comune nell'attimo più antico e universale: l'incontro”.
Il Bacio, continua: “E' il racconto di una vicinanza che supera la distanza, di due anime che si riconoscono prima ancora di toccarsi. Il legno, custodendo le ferite e la memoria della natura, si fa gesto, sguardo, emozione. Ogni frammento contribuisce a creare un'armonia più grande, dove ciò che era separato torna a essere unità. L'opera celebra la forza silenziosa dell'amore, capace di trasformare la materia in poesia e il tempo in eternità. In quell'istante sospeso, tutto tace: resta soltanto il linguaggio universale dell'affetto, che unisce gli esseri viventi come le radici invisibili uniscono gli alberi della foresta. 'Ogni bacio è un ponte tra due solitudini, un luogo in cui il cuore riconosce la propria casa'”.













