"Un viaggio collettivo di formazione, ricerca e trasformazione", inaugurata l'opera di land art "Farfalla - metamorfosi umane"
L'opera di land art la "Farfalla - metamorfosi umane" è stata realizzata sul territorio dall’artista Giorgio Vazza insieme ai ragazzi del Gruppo Operativo Giovani, che questa estate celebra i primi 16 anni di attività

ALPAGO. E’ stata inaugurata lo scorso fine settimana, alla suggestiva Oasi Naturalistica del lago di Santa Croce nel Comune di Alpago, l’opera di land art intitolata “Farfalla – metamorfosi umane”. Si tratta della decima opera realizzata sul territorio dall’artista Giorgio Vazza insieme ai ragazzi del Gruppo Operativo Giovani, che questa estate celebra i primi 16 anni di attività.
L'iniziativa, che si inserisce nel contesto dei progetti sostenuti dal finanziamento regionale per le politiche giovanili, unisce espressione artistica, crescita interiore, coesione sociale e memoria storica e rappresenta “un viaggio collettivo di formazione, ricerca e trasformazione in cui una comunità educante e le nuove generazioni hanno collaborato per lasciare un segno tangibile nel panorama locale”, fanno sapere i responsabili del G.O.G. Alpago.
L'installazione, interamente realizzata con rami colti nei paraggi, con i suoi 3.50 metri di altezza, 4.30 di larghezza e 0.80 di spessore, si integra perfettamente nel paesaggio andando a creare un vero e proprio museo a cielo aperto che negli anni ha arricchito la ciclopedonale del lago insieme ad altre opere quali l’occhio, l’uccello, la barca, la veste, la chiocciola, tutte realizzate da Vazza insieme ai giovani dei precedenti G.O.G.
Quest'anno il Gruppo Operativo Giovani ha registrato un'adesione record, a dimostrazione del forte radicamento del progetto nel tessuto sociale: “La partecipazione di ben 60 ragazzi è un segnale importante, che traduce una grandissima voglia di stare insieme e di fare comunità”, ha commentato Alberto Peterle, sindaco del Comune di Alpago, proseguendo: “La metamorfosi rappresentata da quest'opera è il simbolo di 10 anni di evoluzione: quella del progetto stesso, ma anche quella personale di chi ha realizzato le altre opere fino ad arrivare ai giovani che hanno lavorato a questa di quest'anno”.
La scelta della farfalla accoglie infatti la memoria storica del cammino vissuto con i ragazzi, traducendo una dimensione intima in una risonanza universale: “Se nell'immaginario comune evoca leggerezza, gioco d'infanzia e colore, l'opera ne esplora il profondo valore archetipico di rinascita e cambiamento”, si legge nella descrizione del progetto che prosegue: “La farfalla diventa quindi emblema universale della mutazione e della complessa ricerca della propria identità. L'attesa nel bozzolo diventa una transizione tra opposti tra memoria e futuro, materia e spirito, buio e luce, in cui l’essere vive una sospensione prima di spiegare le ali. Proprio come i giovani durante la delicata fase dell’adolescenza. La radice etimologica della parola rafforza questa visione: nel greco antico, il termine Ψυχή, psyché, indicava simultaneamente la "farfalla", l’"anima" e il "respiro vitale". È proprio in quel respiro che risiede la connessione profonda tra l'essere umano e l'ambiente circostante, sigillato dalla celebre frase di Jurij Alschitz che recita "La farfalla vola soprattutto perché si nutre di luce”.
L’opera di land art non è stata l’unica attività svolta dai ragazzi che quest’anno si sono dedicati, come da tradizione, anche a manutenzioni, centri estivi nelle scuole dell'infanzia di Puos e Pieve e animazione alle persone della terza età presso le case di riposo di Puos e Santa Croce, occupandosi inoltre di diverse iniziative oltre quelle ormai consolidate. Tra queste vi sono la sistemazione del parco presso la sede degli Alpini di Cornei, l’imbiancatura e la pulizia dell’appartamento di prima accoglienza della Caritas parrocchiale a Puos dove si è fatta anche la manutenzione del parco. Altre manutenzioni sono state fatte anche alle aree di sosta prima di Garna e prima di Pieve e, sempre a Pieve, i ragazzi hanno provveduto alla sistemazione e alla creazione dei giochi a terra per gli alunni presso la scuola elementare. Spazio anche alla formazione con il laboratorio di fotografia sulle attività sportive dell'Alpago curato da Mattia De Col, l’incontro con Silvia Collazuol, referente per l'orientamento giovanile di Veneto Lavoro al Centro per l'Impiego di Belluno, e la passeggiata alla scoperta del territorio alla Madonna del Runal e al sentiero dei ponti romani.


















