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| 04 luglio | 12:34

Dalle radici delle piante distrutte da Vaia, l'ultima opera di Martalar: “Una sfera primordiale che custodisce il respiro del bosco”

L'opera si chiama “Il Nido” ed è stata inaugurata ieri (3 luglio) nel territorio di Pedemonte, nell'Alto Vicentino, lungo i Sentieri delle Cascate: “L'opera – dice l'autore – è pensata non solo per essere vista, ma anche per vivere un'esperienza unica entrando al suo interno”

Dalle radici delle piante distrutte da Vaia, l'ultima opera di Martalar

VICENZA. Inaugurata nell'Alto Vicentino la nuova opera di Marco Martalar: a Pedemonte svelato “Il Nido”. Si tratta dell'ultima installazione dell'artista veneto – molto conosciuto anche in Trentino per una serie di sculture di grande successo, dal Drago Vaia alla Lupa del Lagorai – noto per la sua particolare tecnica realizzativa, legata all'uso degli scarti di legname generati dagli schianti della tempesta Vaia.

 

Il Nido” è stato inaugurato ieri nel territorio di Pedemonte, nella valle del Rio Torto lungo i Sentieri delle Cascate: “L'opera – spiega l'autore – è nata intrecciando le radici delle piante della tempesta Vaia e prende la forma di una sfera primordiale, che custodisce il respiro del bosco e di questa valle selvaggia. Invita l'anima a fermarsi, meditare e ritrovare il proprio legame profondo con la terra”.

 

L'opera ha un diametro di 5 metri ed è stata collocata all'interno di una rete di percorsi ad anello – i Sentieri delle Cascate, appunto – che conduce escursionisti e famiglie alla scoperta di alcuni degli angoli più suggestivi del territorio, tra cascate, antiche contrade e testimonianze storiche. Il progetto, dicono le autorità, nasce con l'obiettivo di valorizzare uno dei paesaggi più autentici della montagna vicentina, dove acqua, bosco e storia si intrecciano lungo sentieri ben segnalati e facilmente percorribili.

 

Il Nido” è stato ultimato dopo quasi un anno di lavoro, mantenuto nel più assoluto riserbo, ed è composto da una struttura in acciaio rivestita da oltre 2500 radici recuperate nelle aree colpite da Vaia: “Più che una semplice scultura – dicono i responsabili del progetto – è uno spazio da vivere. I visitatori possono entrare al suo interno e lasciarsi avvolgere dall'intreccio di legni che richiama un grande nido naturale”.

 

L'opera – spiega infatti Martalar – è pensata non solo per essere vista, ma anche per vivere un'esperienza unica entrando al suo interno".

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