Dalle radici delle piante distrutte da Vaia, l'ultima opera di Martalar: “Una sfera primordiale che custodisce il respiro del bosco”
L'opera si chiama “Il Nido” ed è stata inaugurata ieri (3 luglio) nel territorio di Pedemonte, nell'Alto Vicentino, lungo i Sentieri delle Cascate: “L'opera – dice l'autore – è pensata non solo per essere vista, ma anche per vivere un'esperienza unica entrando al suo interno”

VICENZA. Inaugurata nell'Alto Vicentino la nuova opera di Marco Martalar: a Pedemonte svelato “Il Nido”. Si tratta dell'ultima installazione dell'artista veneto – molto conosciuto anche in Trentino per una serie di sculture di grande successo, dal Drago Vaia alla Lupa del Lagorai – noto per la sua particolare tecnica realizzativa, legata all'uso degli scarti di legname generati dagli schianti della tempesta Vaia.
“Il Nido” è stato inaugurato ieri nel territorio di Pedemonte, nella valle del Rio Torto lungo i Sentieri delle Cascate: “L'opera – spiega l'autore – è nata intrecciando le radici delle piante della tempesta Vaia e prende la forma di una sfera primordiale, che custodisce il respiro del bosco e di questa valle selvaggia. Invita l'anima a fermarsi, meditare e ritrovare il proprio legame profondo con la terra”.
L'opera ha un diametro di 5 metri ed è stata collocata all'interno di una rete di percorsi ad anello – i Sentieri delle Cascate, appunto – che conduce escursionisti e famiglie alla scoperta di alcuni degli angoli più suggestivi del territorio, tra cascate, antiche contrade e testimonianze storiche. Il progetto, dicono le autorità, nasce con l'obiettivo di valorizzare uno dei paesaggi più autentici della montagna vicentina, dove acqua, bosco e storia si intrecciano lungo sentieri ben segnalati e facilmente percorribili.
“Il Nido” è stato ultimato dopo quasi un anno di lavoro, mantenuto nel più assoluto riserbo, ed è composto da una struttura in acciaio rivestita da oltre 2500 radici recuperate nelle aree colpite da Vaia: “Più che una semplice scultura – dicono i responsabili del progetto – è uno spazio da vivere. I visitatori possono entrare al suo interno e lasciarsi avvolgere dall'intreccio di legni che richiama un grande nido naturale”.
“L'opera – spiega infatti Martalar – è pensata non solo per essere vista, ma anche per vivere un'esperienza unica entrando al suo interno".












