La Pala d'altare di Francesco Verla è tornata a casa: l'opera è stata recuperata a New York dalla Provincia di Trento ed è oggetto di restauro
La Pala d’altare, realizzata nel 1517 per la chiesa parrocchiale di Villa Lagarina, raffigura la Madonna con il Bambino, i santi Giovanni Battista e Pietro, quattro angeli e il committente don Ettore da Salerno, cappellano al servizio dei conti Lodron di Castel Noarna. L'opera, che lasciò l'edificio sacro alla fine del XVIII secolo passando per diverse raccolte private lombarde e approdata a New York nel 1963: nel 2025 è stata acquisita dalla Provincia

TRENTO. Nel 2025 è "tornata a casa" dopo aver lasciato il Trentino alla fine del 18esimo secolo ed essere finita, addirittura, nel 1963, addirittura a New York, di proprietà di una collezionista privata.
La Pala d'altare, realizzata nel 1517 da Francesco Verla, è stata acquisita dalla provincia di Trento lo scorso anno ed è oggetto di un'opera di analisi e restauro.
La prima fase dei lavori è stata presentata al laboratorio di restauro dei beni storico - artistici della Soprintendenza per i beni culturali della provincia autonoma di Trento, in via San Marco a Trento, alla presenza dell'assessore provinciale alla cultura Francesca Gerosa e dei tecnici.
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In particolare sono stati illustrati i risultati delle indagini scientifiche fin qui compiute e le attività in programma. Il restauro viene eseguito all’interno del laboratorio dell’Ufficio per i beni storico - artistici della Soprintendenza. Al termine dei lavori l’opera, che è entrata a far parte del patrimonio provinciale nel 2025, sarà restituita alle collezioni provinciali.
"Questo - ha spiegato l'assessora Gerosa - è il risultato di un lavoro corale, delle professionalità della struttura provinciale, anche con riferimento al dottor Marzatico che ha avviato la proposta di acquisizione. La politica deve saper ascoltare e sostenere chi ha una professionalità e una conoscenza da mettere a disposizione della comunità. Solo così si costruiscono risposte solide e orientate al bene comune. Il nostro compito è credere nell’importanza di accrescere il nostro patrimonio culturale e lavorare per reperire le risorse necessarie. Qui non abbiamo solo un’importante opera che torna in Trentino ma abbiamo anche la storia di questa opera e del suo percorso, una storia da raccontare che dà ulteriore valore a questa acquisizione".
La dirigente della Soprintendenza per i beni culturali Angiola Turella ha spiegato che accrescere il patrimonio culturale rappresenta una precisa missione della Provincia. Ha ringraziato la sua struttura sottolineando come siano presenti al suo interno grandi competenze nel campo della conservazione e valorizzazione dei beni culturali. Franco Marzatico, già dirigente generale della Provincia, ha definito un privilegio poter restituire alla comunità le opere del patrimonio culturale.
La Pala d’altare, realizzata nel 1517 per la chiesa parrocchiale di Villa Lagarina, raffigura la Madonna con il Bambino, i santi Giovanni Battista e Pietro, quattro angeli e il committente don Ettore da Salerno, cappellano al servizio dei conti Lodron di Castel Noarna.
L'opera, che lasciò l'edificio sacro alla fine del XVIII secolo passando per diverse raccolte private lombarde e approdata a New York nel 1963: nel 2025 è stata acquisita dalla Provincia. Francesco Verla (1470/1474 - 1521) è stato uno dei principali pittori rinascimentali presenti in valle dell’Adige e dintorni, sia nel campo della pittura a soggetto sacro, sia nell’ambito della decorazione murale ispirata all’antico.
La pala appartiene agli ultimi anni dell’artista. Dopo l’inquadramento dell'opera, la descrizione della storia del dipinto e della procedura di acquisizione, curate da Luca Gabrielli, direttore dell'Ufficio per i beni storico - artistici della Provincia, la restauratrice del laboratorio provinciale Francesca Raffaelli ha illustrato i primi risultati e le tecniche utilizzate nell’eseguire l’analisi dell’opera oltre che le prime prove di restauro.
Sull’opera sono state trovate tracce di un restauro, attuato probabilmente tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Dopo l’esecuzione di una prima campagna fotografica, anche con riprese macro dei dettagli, è iniziata una fase di studio diretta a comprendere la tecnica pittorica di Verla e lo stato conservativo attuale, sulla base anche di una serie di analisi diagnostiche mirate. Sono stati realizzati inoltre alcuni interventi puntuali di pulitura per asportare la vernice scura stesa sulla superficie: hanno così iniziato a riemergere i colori originali e molti dettagli.












