Il raid alle Torri di Madonna Bianca: una decina i colpi di pistola sparati contro le finestre. Nel mirino un 39enne: le due famiglie sono in lite. Residenti terrorizzati
Da quanto emerso, il gravissimo episodio è da inserirsi in una lite tra due nuclei familiari di origine sinti con gli aggressori che sarebbero arrivati appositamente da Bolzano. L'intimidazione era diretta nei confronti di un uomo di 39 anni, la cui famiglia risiede nella Torre 13 (lui è stato condannato nel 2024 a sette anni di reclusione), in uno degli appartamenti presi di mira

TRENTO. Un intero quartiere sotto shock e oggi, chi vive nella Torre 13 di Madonna Bianca, ammette di aver paura. Tanta paura, perché quanto accaduto ha sconvolto i residenti ma, più in generale, tutta la città.
Nessuno, in un primo momento, ha pensato che quei colpi secchi uditi attorno alle 17.30 di ieri, sabato 3 ottobre, fossero degli spari: tutti hanno ritenuto si trattasse semplicemente di una "bravata" da parte di qualcuno, che aveva deciso di far scoppiare alcuni petardi in rapida successione in uno dei piazzali situati attorno alla struttura.
In tanti, però, hanno voluto verificare immediatamente, realizzando subito che i colpi esplosi - circa una decina - erano quelli di una pistola e il bersaglio era la facciata della Torre.
Anzi, una delle case situati ai primi piani dell'imponente costruzione, anche se gli spari hanno investito ben quattro appartamenti e, in un caso, come raccontato dalla proprietaria, il proiettile ha forato la tapparella, il vetro e si è conficcato all'interno della stanza nella quale stava studiando una ragazza di 17 anni.
Gli autori del raid - due, come è stato ricostruito dalla Polizia - si sono immediatamente dati alla fuga, sgommando via a gran velocità.
In pochissimi minuti le Volanti della Questura di Trento, con il supporto dei carabinieri, si sono recate sul posto, hanno provveduto a transennare la zona, raccogliendo le testimonianze di chi ha vissuto direttamente quei momenti di terrore.
Da quanto emerso, il gravissimo episodio è da inserirsi in una lite tra due nuclei familiari di origine sinti, con gli aggressori che sarebbero arrivati appositamente da Bolzano.
L'intimidazione era diretta nei confronti di un uomo di 39 anni, la cui famiglia risiede nella Torre 13 (lui è stato condannato nel 2024 a sette anni di reclusione), in uno degli appartamenti presi di mira.
Con il supporto della scientifica e dei vigili del fuoco sono stati recuperati i bossoli dei proiettili sparati e la Polizia si è immediatamente messa alla caccia dei due fuggitivi.
Nelle scorse ore è circolata la voce che il mezzo utilizzato per il raid sulla collina Est di Trento sia stato ritrovato in fiamme, ma le fonti ufficiali non hanno confermato la notizia.
Intanto le indagini vanno avanti, coordinate dalla pm Alessandra Liverani novità importanti potrebbero arrivare già nella giornata di domani, lunedì 5 ottobre.












