Spari contro le finestre di un condominio, fermate e portate in carcere due persone: l'ipotesi di reato è tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco
Si è conclusa una massiccia operazione di polizia per individuare e fermare le due persone responsabili della sparatoria e del terrore nel quartiere di Madonna Bianca a Trento

TRENTO. Sono state identificate, individuate e fermate le due persone responsabili della sparatoria nel quartiere di Madonna a Bianca a Trento. L'accusa riguarda i reati di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco.
Si sono così concluse le indagini iniziata sabato 3 ottobre: poco dopo le 17 un suv scuro con due persone a bordo passa a forte velocità davanti al condominio, nella zona di via Conci, e dal veicolo partono almeno una decina di colpi. Il bersaglio era un sinto, agli arresti domiciliari per scontare una condanna a sette anni del 2024 legata a una serie di assalti ai bancomat. Vive al primo piano con la moglie e i figli, in uno stabile di proprietà dell'Istituto di edilizia abitativa pubblica del Trentino.
I colpi, però, non hanno centrato solo quella casa ma hanno danneggiato quattro appartamenti. Un proiettile ha bucato la tapparella di una stanza dove una ragazza di 17 anni stava studiando e si è fermato nell'armadio. Un altro ha raggiunto la tapparella di una cameretta in cui dormono dei bambini. Nessuno è fortunatamente rimasto ferito.
Nei giorni successivi la zona è stata presidiata da pattuglie armate della polizia, mentre i sopralluoghi per cercare bossoli e proiettili sono andati avanti e sono ancora in corso gli accertamenti balistici. L'auto usata per l'agguato è stata ritrovata a Gardolo, parzialmente bruciata. Gli investigatori hanno identificato gli occupanti del mezzo che avrebbero preso parte alla spedizione punitiva, un'ipotesi che si è delineata fin dalle prime ore (Qui articolo).
Il cerchio si è definitivamente chiuso. Una massiccia operazione di polizia è stata avviata nel corso della notte di mercoledì 7 ottobre e proseguita fino alla tarda serata.
Personale della Questura di Trento, in collaborazione con la Questura di Bolzano, con l’ausilio del Reparto prevenzione crimine Lombardia, delle Unità operative di primo intervento delle sezioni di Milano e Bolzano, delle unità cinofile antiesplosivo e degli artificieri di Padova, Bergamo, Bolzano e Verona, della polizia scientifica di Trento e Bolzano, oltre al personale della Protezione civile della Provincia di Bolzano, ha fermato due persone per il reato di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco: sono state trasferite al carcere di Verona Montorio.
"Ringrazio la Procura della Repubblica e gli uomini della polizia di Stato che, nel giro di pochi giorni, hanno prima identificato e quindi fermato i due presunti responsabili della sparatoria a Madonna Bianca", commenta Franco Ianeselli, sindaco di Trento. "Dopo tanti giorni di paura e di tensione, auspico che questa svolta sia per gli abitanti della Torre 13 e di tutto il quartiere l'inizio del ritorno a una normalità il più possibile serena. La rapidità delle indagini ci rassicura sulla capacità investigativa delle nostre forze dell'ordine che, ancora una volta, hanno dimostrato che i crimini commessi in città non rimangono impuniti".












