Manomettono un bancomat con apparecchiature elettroniche e informatiche per far erogare le banconote, colpo "da film" ma arrivano i carabinieri: due arrestati
I due hanno messo in atto la tecnica del "jackpotting" ma le forze dell'ordine li stavano già tenendo d'occhio da un po': l'indagine era partita da tre precedenti tentativi di attacco a bancomat in provincia

BOLZANO. Due cittadini moldavi, residenti in provincia di Padova, sono stati arrestati in flagranza di reato nella notte del 14 agosto dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bolzano.
Devono rispondere di tentato furto aggravato e intrusione abusiva in un sistema informatico, per un attacco messo in atto ai danni di uno sportello bancomat Raiffeisen in Val di Funes, con la tecnica nota come "jackpotting": un metodo che permette di manomettere elettronicamente un Atm per costringerlo a erogare denaro contante senza clonare carte né conoscere codici di accesso.
L'arresto è il risultato di un'indagine avviata dopo tre precedenti tentativi di attacco a sportelli bancomat registrati in provincia di Bolzano, che presentavano modalità operative riconducibili allo stesso gruppo criminale.
Analizzando i dati raccolti nel corso dei normali servizi di controllo del territorio, gli investigatori erano riusciti a individuare un'auto già segnalata come sospetta durante uno dei pattugliamenti esterni delle Stazioni Carabinieri. Da lì era partito un dispositivo di osservazione e pedinamento, per monitorare gli spostamenti dei due indagati e intercettare eventuali nuove azioni.
La sera del 13 agosto, i due sono stati seguiti a distanza mentre si spostavano dalla provincia di Padova verso l'Alto Adige, fino a raggiungere la Val di Funes e l'abitato di Santa Maddalena. Qui hanno iniziato le operazioni preparatorie per l'attacco, utilizzando apparecchiature elettroniche e informatiche per compromettere il sistema dello sportello.
I militari li hanno lasciati operare, monitorandoli a distanza di sicurezza, per poi intervenire nel momento in cui i due si allontanavano dal bancomat, ritenendo l'azione ormai conclusa: a quel punto sono stati bloccati e arrestati in flagranza.
Nel corso dell'operazione è stato sequestrato un ingente quantitativo di materiale informatico ed elettronico, ritenuto funzionale alla realizzazione di questo tipo di attacchi. All'attività, coordinata dal Nucleo Investigativo di Bolzano, hanno preso parte anche i militari delle compagnie carabinieri di Bressanone e Brunico, oltre al Nucleo Cinofili Carabinieri di Laives, intervenuto a supporto delle ricerche. Al termine delle formalità di rito, i due arrestati sono stati condotti alla Casa Circondariale di Bolzano, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
Le indagini proseguono per ricostruire eventuali responsabilità dei due nei precedenti episodi verificatisi in provincia e per individuare altri possibili componenti della rete criminale.














