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Trento
12 maggio | 11:54

A RespirArt le alchimie di Antonella De Nisco e Stefania Lai protagoniste dell'estate nella Manifestazione internazionale d'arte ambientale

Il direttore artistico di RespirArt di Pampeago in val di Fiemme, Marco Nones: "Le opere d’arte ambientale comprendono lo spazio che circonda l’installazione", commenta Marco Nones. "Il loro stretto dialogo con il contesto, integrando materiali, forme e significati del luogo, le rende inseparabili"

di Redazione

VAL DI FIEMME. Arte ambientale al femminile. Un’artista emiliana e un’artista sarda aprono un dialogo con la natura delle Dolomiti del Trentino, a quota 2.200 metri. Accade nel Parco RespirArt di Pampeago in Val di Fiemme. Nell’estate 2026Antonella De Nisco e Stefania Lai sono le artiste ospiti della 18esima Manifestazione internazionale d’arte ambientale RespirArt ideata e organizzata dalla curatrice Beatrice Calamari e dal direttore artistico Marco Nones.

 

"Le opere d’arte ambientale comprendono lo spazio che circonda l’installazione", commenta Marco Nones. "Il loro stretto dialogo con il contesto, integrando materiali, forme e significati del luogo, le rende inseparabili. Sono opere ‘site-specific’ che significa ‘specifiche del luogo’. Ognuna di esse svela una lunga ricerca artistica. Osservando i lavori di Antonella De Nisco e Stefania Lai, si percepisce il desiderio comune di gettare un ponte fra l’interiorità e il mondo esterno. Le loro installazioni sono portali che connettono il visitatore a ogni presenza, che sia umana, animale, vegetale o minerale. È pura alchimia”.

 

Le due artiste propongono "alchimie" con un tratto comune. Entrambe le istallazioni aprono una soglia poetica verso la relazione. Le loro opere propongono connessioni fra l’interiorità e ciò che vive all’esterno.

L’installazione “Tronopoetico - Soglia di Luna” di Antonella De Nisco, artista di Reggio Emilia, è una seduta che crea uno spazio di pausa attiva, dove la percezione si intensifica e il tempo si dilata. La forma a falce di luna introduce il tema del passaggio e della trasformazione. Come ciclo incompiuto, suggerisce continuità e apertura, invitando a un’esperienza che non si conclude nell’oggetto, ma prosegue nell’interiorità di chi la attraversa.

 

L’artista di Lanusei, Stefania Lai, presenta l’installazione Presidio”, rappresentata da tre opere che assumano la forma di piccole case dalle linee morbide. Il trittico mette al centro il rapporto tra umano e non umano, la memoria delle ferite del paesaggio, il femminile come forza generativa, la dimensione rituale del gesto e la possibilità di trasformare il luogo in soglia poetica, sonora e relazionale.

Le due nuove installazioni si inaugurano durante il RespirArt Day, sabato 27 giugno, alle 9.30, dalla madrina del parco Maria Concetta Mattei, un’icona del giornalismo televisivo.

 

Il 27 giugno, durante l’intera giornata, la risalita con la seggiovia Agnello è accessibile con un prezzo ridotto: solo 5 euro. Per l’andata e ritorno costa 7 euro, ma di solito di torna a piedi approfittando della bella passeggiata in discesa. 

 

L’appuntamento è alle 10.00 davanti al Rifugio Monte Agnello a quota 2.200 metri. Da lì parte l’evento itinerante nel Parco che termina al Teatro all’aperto del Latemar, a pochi passi dallo Chalet Caserina, dove è possibile prenotare il pranzo.

 

Le nuove installazioni dell’estate 2026 rivelano il filo sottile che lega le due artiste protagoniste. 

 

LE OPERE DELLA 18ESIMA MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE D’ARTE AMBIENTALE RESPIRART 2026

 

TRONOPOETICO “SOGLIA DI LUNA” DI ANTONELLA DE NISCO

Tra terra e cielo, il respiro diventa paesaggio. “Soglia di Luna” è una seduta-scultura a falce, posata tra le montagne come un frammento di cielo. Non è un trono di potere, ma un invito silenzioso: sedersi, ascoltare, respirare. Chi si ferma diventa parte del paesaggio, accordando il proprio ritmo a quello dell’altitudine. Aperta verso le Dolomiti, l’opera è una soglia tra fuori e dentro, dove il tempo si fa ampio e la poesia accade, nel respiro e nello sguardo.

 

L’autrice è Antonella De Nisco di Reggio Emilia. Laureata in Storia dell’Arte e diplomata in Pittura, si è specializzata nella didattica laboratoriale. Accanto alle mostre, porta avanti progetti, installazioni, eventi e percorsi di arte relazionale.

Autrice di studi sulla didattica dell’arte, assieme all’architetto Giorgio Teggi, ha teorizzato “Per un’arte clandestina” e fondato LAAI, associazione artistica attiva nello spazio pubblico. Collabora con enti culturali realizzando interventi site-specific tra natura e contesti urbani.

 

“PRESIDIO” DI STEFANIA LAI

L’opera “Presidio” è costituita da tre volumi, sollevati da esili sostegni in metallo. La loro forma richiama la casa. È un luogo che accoglie, ma anche punto da cui guardare, esporsi, riconoscere ciò che viene incontro. Il legno proviene da alberi abbattuti da una tempesta nel bosco Seleni di Lanusei. È l’artista a restituirgli verticalità. Dentro ogni forma appare un germoglio. È simbolo della vita che continua a pronunciarsi nella materia. È la direzione che può riemergere anche dopo la caduta.

 

Artista multidisciplinare originaria di Lanusei, Stefania Lai sviluppa la sua ricerca nel dialogo tra corpo, paesaggio, materia e memoria dei luoghi. La pratica attraversa land art, arte tessile, vetro artistico, performance e land poetry, una forma di scrittura incarnata nel territorio da lei fondata.

I suoi interventi nascono dall’ascolto sensibile del luogo e dalla relazione etica con gli ecosistemi. Utilizza fibre naturali, ferro, lana sarda, canapa, legno, sabbia, pietra, terra cruda, vetro e materiali di recupero.

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