Anno del “Cavallo di fuoco”: tra energia e memoria allo Studio d'Arte Raffaelli una mostra dedicata all'immaginario equino. Ecco i protagonisti
Nella galleria trentina una nuova mostra collettiva per la primavera 2026: con “Cavalli d'Archivio nell'anno del Fuoco” si indagheranno le diverse declinazioni della forma e dell'immaginario equino, attraverso una rilettura degli archivi dello Studio d'Arte Raffaelli legata alla figura del cavallo – in occasione dell'avvio dell'anno cinese del “Cavallo di Fuoco”

TRENTO. In occasione dell'anno cinese del “Cavallo di Fuoco”, allo Studio d'Arte Raffaelli arriva una nuova mostra collettiva, dedicata alle varie declinazioni della forma e dell'immaginario equino. Proprio il cavallo è infatti il fil rouge che accompagna il pubblico tra le diverse opere esposte nella galleria trentina, che per l'occasione ha deciso di rileggere i propri archivi con lavori di un'ampia selezione di artisti.
“Cavalli d'Archivio nell'anno del Fuoco” il titolo della mostra, nata da un'idea della collaboratrice dello Studio d'Arte Raffaelli Arissa Ferrari e ispirata, come detto, dal calendario tradizionale cinese, che regola lo scorrere del tempo con l'intersezione di due cicli: il primo legato ai dodici animali dello zodiaco – di durata annuale – e il secondo ai cinque elementi della tradizione cinese – legno, fuoco, terra, metallo e acqua – di durata biennale.
La combinazione dei due sistemi genera un ciclo più ampio di sessant'anni, al termine del quale una precisa figura torna a ripetersi – in altre parole, l'ultimo anno del “Cavallo di Fuoco” è stato nel 1966. In questa ricorrenza, l'elemento del Fuoco amplifica le qualità tradizionalmente associate al Cavallo tra cui spiccano energia, libertà e resistenza, accentuandone la tensione vitale.
Negli spazi della galleria trentina la riflessione si muoverà dunque su questi binari, individuando l'iconografia equina come punto d'incontro ideale in grado di accostare le diverse poetiche degli artisti coinvolti. Protagonisti della mostra, visitabile fino a giugno, sono: David Aaron Angeli, Tommaso Buldini, Felice Carena, Donald Baechler, Andrew Gilbert, Federico Lanaro, Gian Marco Montesano, Andy Ness, Luigi Ontani, Laurina Paperina, Fulvio Di Piazza, Pierluigi Pusole, Umar Rashid, Denis Riva, Simone Tribuiani, Suzanne Unrein, Jenny Watson e Michele Zalopany.
Il punto di partenza del percorso è una riflessione sul cavallo nell'ambito bellico, riscoprendolo come figura ambivalente: strumento di forza da una parte e testimone della violenza nei conflitti dall'altra. L'attenzione verso la figura equina si declina in seguito in chiave onirica, come simbolo che diventa presenza evocativa. La terza e ultima sala si apre invece a una dimensione più ludica e fantastica – tra riferimenti letterali e interpretazioni più irriverenti e sarcastiche.
Il tutto con l'obiettivo di intrecciare visioni e immaginari diversi attraverso un tema condiviso, dimostrando come la figura del cavallo continui ad attraversare il tempo rinnovandosi nell'arte contemporanea. “Non come elemento stabile – scrive la curatrice – ma come immagine in continua trasformazione, capace di adattarsi a sensibilità e linguaggi molteplici. È proprio in questa tensione tra memoria e reinvenzione che il cavallo si conferma come dispositivo iconografico simbolico e vitale ancora oggi, in grado di attivare letture plurali e stratificate”.












