"È la tarda mattinata del 2 giugno 1946: mio padre Aldo dopo 7 anni di guerra e prigionia torna finalmente a casa, abbraccia i parenti e corre a votare"
La toccante storia di Aldo Farinati raccontata dal figlio Paolo: "Arriva a Rovereto nella tarda mattinata proprio del 2 giugno 1946, esattamente 80 anni fa: riabbraccia dopo sei anni e mezzo la madre Eletta, il padre Mario e i fratelli Ugo, Ivonne, Giancarlo e Gina, e si reca immediatamente a votare. Per la Repubblica naturalmente, lui socialista fin da giovanissimo"

ROVERETO. Un pezzo toccante di storia personale e familiare legato ad un giorno entrato "davvero" nella storia: il 2 giugno 1946.
"Il giorno in cui mio padre Aldo Farinati, per tre anni al fronte della Seconda Guerra Mondiale in Nord Africa e poi condotto prigioniero in Inghilterra, torna finalmente a casa. Giusto in tempo per votare al Referendum".
Le parole sono di Paolo Farinati, già assessore del Comune di Rovereto, ma il protagonista della storia è naturalmente il padre Aldo.
"Aldo, nato a Lizzanella il 2 dicembre 1920, dopo aver vissuto dal 1923 al 1937 vicino a Tolosa nel sud della Francia, dove era emigrata l'intera sua famiglia, nel settembre del 1939 parte per il servizio militare, entrando nel 62° Reggimento di Fanteria Motorizzata - Divisione Trento. Dopo vari campi di addestramento fatti in val di Fiemme e sui pendii del Gruppo del Baldo veronese, viene trasferito a Cavour in Piemonte, sul fronte francese. La Seconda Guerra mondiale è purtroppo cominciata".
"Il 13 marzo 1941 - prosegue Farinati - l'intera Divisione salpa da Napoli per Tripoli: Aldo e decine di migliaia di altri giovani sono chiamati a combattere sulle coste del nord Africa, tra Tunisia, Libia ed Egitto. La sfida tra Rommel e Montgomery conosce esiti alterni, la costante è purtroppo solo la morte di moltissime giovani vite, spentesi tra quelle oasi e su quei deserti. Nella tarda estate del 1943 Aldo viene fatto prigioniero dalle truppe inglesi e trasferito in nave a Glasgow. Dopo alcuni giorni trascorsi all'interno dello storico stadio in legno della città scozzese, viene trasferito in un campo di lavoro ad Ashford, vicino a Stock on Trent, nel cuore dell'Inghilterra. Vi rimane per quasi tre anni, ha il merito di imparare la lingua inglese, si fa molti amici anche tra i giovani del posto".
"Sulla base degli accordi sottoscritti dagli Stati dopo la fine del conflitto, Aldo e gli altri prigionieri italiani a fine maggio del 1946 possono ritornare a casa. Aldo arriva a Rovereto nella tarda mattinata proprio del 2 giugno 1946. Riabbraccia dopo sei anni e mezzo la madre Eletta, il padre Mario e i fratelli Ugo, Ivonne, Giancarlo e Gina, e si reca immediatamente a votare. Per la Repubblica naturalmente, lui socialista fin da giovanissimo".












