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Trento
22 luglio | 19:18

Balasso, gli appunti per un discorso pubblico che sveglia dal torpore. E che allarma

L'attore venerdì 24 sul palco del Teatro Capovolto con il suo monologo. In forma di sogno  in un Medioevo presente che dà ogni giorno qualcosa di peggio rispetto al giorno prima. Con la politica (sempre più colitica) che è solo attaccamento alla maglia

di Redazione

Proseguono gli appuntamenti dedicata alla comicità del Teatro Capovolto – La città in scena, la Stagione estiva del Teatro Sociale curata dal Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento. Venerdì 24 luglio il palco del Capovolto, alle 21,15, ospiterà un nome particolarmente conosciuto e amato dal pubblico come Natalino Balasso. L’attore, comico e autore di teatro sarà in scena con Appunti per un discorso pubblico, monologo da lui stesso scritto e interpretato che porta in scena le storture della nostra società.

 

 Oggi è quasi completamente scomparsa la sfera privata. Non c’è sentimento, tinello, reazione, cistifellea che non venga schiaffata in faccia a chiunque abbia la sventura di accedere a un telefono. È per questo che il monologo sul palco del Teatro Capovolto sarà un vero discorso pubblico, perché riguarda tutti, anche quando non sembra farlo, a differenza dei discorsi dai palchi politici che riguardano tiramenti privati spacciati per pubblici.

 

"Oggi è quasi completamente scomparsa la logica lineare. Un tempo la visione onirica, la mistificazione, il travisamento della realtà, il trompe-l’oeil, erano appannaggio della creazione artistica; oggi fanno parte della narrazione della realtà. La fake news è diventata l’unica news possibile. È per questo che il mio Discorso Pubblico sarà recitato sotto forma di sogno", spiega lo stesso Natalino Balasso.

 

Oggi è quasi completamente scomparsa una visione del mondo alternativa alla favola della crescita economica. La menzogna dell’antropocentrismo ha dato la stura a palesi meccanismi di dominanza e sudditanza ai quali tutte le greggi umane si stanno piegando senza farsi domande. Ciò che viene spacciato per pensiero politico è solo attaccamento alla maglia. Il Medioevo non è mai finito, ha solo cambiato i connotati: la fama ha preso il posto della nobiltà, la Merce ha preso il posto della Chiesa, le multinazionali hanno creato a cascata caroselli di valvassori e valvassini in cerca di posizionamento e reputazione. È per questo che il mio Discorso Pubblico narra la storia di un regno, laddove per “regno”, s’intende la nostra democrazia. Lo spettacolo che vedrete rappresenta un momento creativo, pieno di suggestioni, idee, racconti, visioni e sogni per un Discorso Pubblico. Il pubblico vuole sognare ad occhi aperti, ma non sa come fare, per questo motivo ha bisogno dell’attore. L’attore sul palco è solo, per questo motivo ha bisogno del pubblico".

 

La Stagione estiva del Teatro Sociale si inserisce all’interno del contenitore “Trento aperta 2026- Che bella libertà!”, ricco palinsesto coordinato dall’Ufficio Cultura turismo eventi del Comune di Trento (Qui info e biglietti).

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