Al regista Andrea Pallaoro l'Antico sigillo della città: "Trento è un luogo in cui mi sono sentito profondamente amato e anche incompreso ma lo dico con gratitudine"
"Orgogliosi del suo cinema d’autore, che sa unire emozione e stile", con queste parole il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha consegnato l'Antico sigillo della città al regista trentino Andrea Pallaoro, protagonista a Venezia con "The Echo Chamber"

TRENTO. L'Antico sigillo della città è stato consegnato a Andrea Pallaoro, regista trentina in scena alla Mostra internazionale del cinema di Venezia con "The Echo Chamber".
"Il legame con questa città è imprescindibile, Trento è un luogo in cui mi sono sentito profondamente amato e anche incompreso: e lo dico con gratitudine perché anche questo aspetto ha svolto un ruolo nel mio percorso", le parole di Pallaoro durante la cerimonia. "Qui mi sono innamorato del cinema, qui si è iniziato a formare il mio sguardo, non solo il modo di guardare ma anche ciò che si sceglie di guardare, guardare senza giudicare, accettare il mistero dell'altro. Grazie alle tante persone che mi hanno sostenuto, ispirato, che mi hanno amato e che continuo ad amare".
Film del 2026 in "The Echo Chamber", il regista è partito da un soggetto originale di Bernardo Bertolucci, lavoro rimasto inedito nel 2018 dopo la morte di quest'ultimo. Nel cast figurano Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon (Qui articolo).
“Siamo orgogliosi dell’originalità del suo progetto di cinema d’autore, che avrà ancora tante occasioni per dispiegarsi e rivelarsi a noi spettatori", dice il sindaco Franco Ianeselli nel motivare il riconoscimento. "Sentiamo di aver bisogno dei suoi film, capaci di far viaggiare insieme lo stile e l’emozione, l’accuratezza e l’eleganza dell’immagine con l’umanità dolente dei personaggi”.
Il primo cittadino ha poi ricordato gli anni trascorsi dal regista a Trento, tra le medie Bronzetti e il liceo Prati. Il responsabile del programma cinema del Trento Film Festival, Mauro Gervasini, invece ha sottolineato la dimensione artistica internazionale di Andrea Pallaoro.
“Non solo perché risiede da anni negli Stati Uniti, ma per la scelta delle storie, dei temi, e per l’imposizione di uno stile che ha un respiro particolare. Fin dal primo lungometraggio Medeas si dimostra interessato a racconti dalla narrazione essenziale, dove il linguaggio visivo è preponderante anche nella costruzione del senso. A sorprendere, e tra i più sorpresi ci fu Martin Scorsese che amò e promosse pubblicamente il film, proprio l’aspetto visivo, la scelta cioè di non speculare sulla psicologia dei personaggi per lasciare alle immagini qualunque valenza evocativa. Il viaggio di Andrea Pallaoro è in pieno svolgimento. Aspettiamo con trepidazione i suoi prossimi lavori, una versione cinematografica di Agostino di Alberto Moravia e la conclusione della trilogia femminile. Certi che saprà confermare ulteriormente l’originalità e la sapienza del proprio stile”.
L'artista multimediale, regista e direttrice creativa di fama internazionale, Natasha Subramaniam, ma anche amica di lungo corso di Pallaoro, nella sua laudatio ha messo in luce i temi cari al regista.
“Nel suo percorso ha rivolto ripetutamente la sua attenzione verso persone e situazioni che la società preferirebbe non guardare, gli emarginati, gli incompresi e, a volte, persino coloro che potremmo considerare mostruosi. Andrea non si avvicina a queste figure con giudizio, ma con il desiderio di comprendere. I suoi film ci invitano a entrare nelle vite di persone che esistono al di fuori dei confini di ciò che la società considera accettabile, spingendoci a mettere in discussione i pregiudizi. E' particolarmente significativo per me che la città di Trento abbia scelto di conferire ad Andrea l’Antico Sigillo della Città. Sono venuta per la prima volta a Trento con Andrea, per conoscere la sua famiglia, quando avevamo poco più di vent’anni, e già allora rimasi colpita dalla straordinaria bellezza del paesaggio naturale, con le sue montagne imponenti e le sue vallate di un verde intenso. Era evidente per me che l’impavidità di Andrea, il suo amore per la natura e il suo spirito d’avventura fossero stati plasmati dalla crescita in un luogo così immerso negli elementi. Trento è una parte profonda dello spirito di Andrea e permea i suoi interessi e il suo lavoro. Ha portato questo luogo con sé ovunque sia andato, anche mentre costruiva la sua vita dall’altra parte del mondo”, conclude Subramaniam.














