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''L'Italia che resiste'' anche a Trento. Un migliaio scendono in strada: ''Non voltiamoci davanti alle politiche inumane del governo''

Giovani, anziani ma anche molte famiglie hanno deciso di sfidare la pioggia e la neve per arrivare in via  Belenzani. "Siamo una piazza libera, plurale e autonoma". Ghezzi: ''Un messaggio al governo provinciale leghista a cui piace solo la purezza etnica" 

Di Giuseppe Fin - 02 febbraio 2019 - 19:34

TRENTO. “Prima dei porti furono chiusi i cuori e ancora prima le menti”. Tantissimi cartelli, bandiere, simboli ma soprattutto tantissimi volti hanno deciso di scendere in strada questo pomeriggio e trasformare via Belenzani in una piazza multicolore. Tutti assieme per alzare la testa e dire che l'Italia resiste anche in un Trentino dove la mano leghista ha già iniziato a smantellare l'accoglienza e la solidarietà che da sempre hanno contraddistinto questa terra.

 

La neve e la pioggia non hanno fermato le persone, circa un migliaio, che si sono autoconvocate per esprimere il proprio dissento verso le politiche del governoche vanno riportando nel nostro paese razzismo e xenofobia”.

 

L’iniziativa che si è tenuta questo pomeriggio a Trento, è nata dal basso, da quattro torinesi, Luisa Orsi, Luisa Mondo, Giovanni Gariglio e Michele Angheleddu, tutti ognuno con un lavoro diverso e tutti volontari. Appoggiata da tantissime associazioni si è diffusa a macchia d'olio in tutto il Paese sorprendendo anche gli stessi organizzatori.

 

A Trento a prendere parte all'iniziativa sono stati sindacati, Acli, associazioni di volontariato, movimenti giovanili e politici ma anche tantissimi cittadini senza alcun genere di etichetta che hanno voluto con la propria presenza esprimere il  dissenso contro “le scelte inumane” del Governo, e per dire che anche il Trentino resiste.

“Vogliamo vivere in un mondo più bello e solidale dove tutti possano avere una parte – hanno spiegato gli organizzatori – dove ci sia la gioia piuttosto che i sentimenti chiusi. La presenza così numerosa dimostra ancora una volta che dentro di noi c'è un seme che resiste oltre a questo clima di odio che qualcuno cerca di diffondere”.

 

"L'Italia che resiste", un migliaio in via Belenzani

Un clima di contrapposizione a cui è arrivato il momento di rispondere con “un'assunzione di impegno e responsabilità” ha spiegato il presidente dell'Anpi Mario Cossali. “Non vogliamo essere come quelli che in tempo di guerra hanno fatto finta di non vedere. Questa piazza scintilla di nuova resistenza civile, non violenta. Siamo una piazza libera, plurale e autonoma che può rappresentare un nuovo volto dell'Italia”. “L'Italia che resiste”, ha spiegato ancora Cossali, è uno slogan antico “che ritrova la sua vivacità e forza oggi nei tanti che sostengono l'illegittimità umana e morale dei provvedimenti del Governo in materia di sicurezza”.

 

Un minuto di silenzio è stato osservato per le donne, gli uomini e i bambini che sono morti nelle acque del Mediterraneo nel tentativo di scappare da un passato fatto di violenza e tortura e trovare un futuro dio serenità. “34.361 persone con carta d'identità”, ha ricordato Fabio Pipinato che sono purtroppo in fondo al Mediterraneo.

 

A prendere la parola anche Piergiorgio Bortolotti, l'ex direttore del Punto d'Incontro. “E' bellissimo ritrovarsi – ha affermato - siamo usciti dal virtuale e dobbiamo farlo incontrarci, confrontarci, parlarci e decidere assieme cosa vogliamo fare”. Tanti i volti del mondo associativo provinciale e del mondo sindacale, da Andrea Grosselli della Cgil, Lorenzo Pomini della Cisl a Walter Alotti della Uil.

 

Tra i partecipanti anche rappresenti di diversi partiti dell'area di centro sinistra. Del Pd come Paolo Serra, Italo Gilmozzi e Mattia Civico assieme ai consiglieri provinciali di Futura, Paolo Ghezzi e Lucia Coppola. “E' importante oggi essere qui – ha affermato Paolo Ghezzi – perché è una bella piazza multicolore graziata dalla pioggia e dalla neve. E' giusto farsi sentire. Abbiamo cercato di farglielo capire anche in aula: ci piace un Trentino multicolore piuttosto che un Trentino a purezza etnica come quello che piace al nostro governatore”.

 

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