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| 04 gen 2019 | 20:35

Parla di sesso online con una ragazza, poi la ricatta e pretende una prestazione. Un uomo nei guai

Intervento della Polizia Postale e delle Comunicazioni. Pedopornografia, nel 2018 avviate 38 indagini in regione. Sul web prende piede anche una nuova truffa, "pagare per vendere"

di Redazione

TRENTO. La truffa online è nuova, in Trentino i primi casi si sono verificati a dicembre. Ma in questo modo in provincia sarebbero già stati sottratti 7.000 euro in totale. Si chiama "pagare per vendere" la nuova frontiera del crimine online. In questo ambito in poco più di 30 giorni sono già state fatte sei denunce. Questi i dati che emergono dall'operato annuale della Polizia Postale e delle Comunicazioni. In ambito di prevenzione dei reati pedopornografici le indagini avviate sono invece state 38.

 

In Trentino Alto Adige nel 2018 sono state presentate 348 querele con 103 persone denunciate in relazione a truffe e-commerce. Un caso a sé è appunto quello di "comprare per vendere" che ha visto sei denunce in Trentino e una nella provincia di Bolzano. Il danno riportato in totale è rispettivamente di 7.000 e di 2.000 euro.

 

Questo il modus operandi: dopo aver messo in vendita un bene su Internet l'ignaro venditore viene contattato da un sedicente acquirente che chiede di effettuare il pagamento del bene attraverso una movimentazione elettronica di denaro con carta bancomat o postamat. Il truffatore convince il venditore a recarsi a uno sportello automatico per effettuare un'operazione di "ricarica" della propria carta. E qui scatta la trappola: l'operazione che viene fatta compiere al venditore non è di accredito, ma di addebito sulla carta dell'autore della truffa.

 

La prima vittima in Trentino a dicembre aveva perso circa 1.800 euro. Il consiglio delle forze dell'ordine, in questo caso, è di prestare attenzione, non agire frettolosamente e approfondire la conoscenza delle transazioni anche parlando con il proprio istituto di credito.

 

Sempre nel 2018, poi, la Polizia Postale e delle Comunicazioni è stata attiva in regione per contrastare la pedopornografia online. In questo ambito sono state avviate 38 indagini in un anno che hanno portato all'arresto di una persona e alla denuncia in stato di libertà di altre 20. Le perquisizioni sono state 13; in un caso è stata predisposta una misura cautelare di non avvicinamento dell'autore del reato alla vittima.

 

Per adescamento sono state segnalate a piede libero sette persone. Un uomo è stato denunciato: avrebbe avuto online con una ragazza delle conversazioni che avrebbero riguardato anche le preferenze sessuali della giovane. L'avrebbe poi ricattata con queste informazioni per ottenere in cambio una prestazione sessuale. Dopo la quale la ragazza si sarebbe rivolta alla Polizia.

 

Sempre nell'ambito della prevenzione dei reati pedopornografici sono stati monitorati centinaia di siti, 49 sono stati inseriti nella "black list".

 

L'attività della Polizia Postale ha riguardato anche l'attività di prevenzione del phishing (in otto casi) e del defacement (in un caso), la pratica che consiste nel rendere momentaneamente inaccessibile una pagina o un sito web.

 

In quest'ambito a livello regionale è stato istituito un Nucleo operativo di Sicurezza Cybernetica. Il coordinamento a livello nazionale del Centro nazionale Informatico per la delle infrastrutture critiche (Cnaipic) ha portato inoltre a inizio anno a perfezionare alcune convenzioni con enti pubblici e privati che trattano dati sensibili sul territorio. Sono stati coinvolti Trentino Digitale, la Fbk, A22 e la Cooperazione, con le quali sono stati messi a punto dei protocolli per prevenire attacchi di natura informatica.

 

L'attività della Polizia Postale ha inoltre riguardato la prevenzione in materia di cyberterrorismo, financial cybercrime (in regione sono stati denunciati nove casi nel 2018, in quattro casi le frodi sono state portate a termine causando danni per circa 300.000 euro) e di cyberbullismo. In quest'ultimo ambito è stato organizzato a Trento il Safe Internet Day il 9 febbraio che ha visto la partecipazione di 1.300 ragazzi, 35 insegnanti e 800 genitori. Gli incontri nelle scuole a livello regionale sono stati 180. Gli agenti della Polizia Postale hanno incontrato 15.000 studenti e 1.500 docenti. Circa 2.300 i genitori presenti agli interventi.

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