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Preti e religiosi, presunti abusi sessuali e violenze su minori in Trentino. Undici segnalazioni e due procedimenti in corso

Le segnalazioni sono riferite agli ultimi dodici anni. Negli undici casi, quattro si sono rivelati infondati e in due casi i preti erano già deceduti. Da oggi, per volontà del vescovo Lauro Tisi, la Diocesi di Trento si è dotata di un nuovo Servizio per la tutela dei minori

Di Giuseppe Fin - 02 April 2019 - 19:06

TRENTO. Sono 11 i casi di presunti abusi segnalati nel corso degli ultimi 12 anni all'interno della Diocesi di Trento. A darne notizia è stato l'arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, nel corso della presentazione del nuovo Servizio Diocesano per la tutela dei minori.

 

Non tutti questi casi, però, si sono conclusi con una condanna di un religioso. A fronte di 11 segnalazioni, infatti, due di queste sono state dichiarate infondate e due riguardavano preti già defunti. Altri due 2 casi hanno portato l'avvio di indagini preliminari che sono il primo passo del procedimento canonico, concluse con una archiviazione per infondatezza.

 

Si è poi avuto un caso riferito ad un abuso compiuto in Trentino da un religioso che è stato segnalato all'ordinario competente e, oltre a questo, un altro caso riferito invece ad un prete straniero per fatti che sono avvenuti all'estero ma che sono stati segnalati da una persona in Trentino.

 

Un caso di abuso è stato verificato e si è concluso con un procedimento e una condanna canonica. In questo particolare caso, si tratta di un prete condannato e che ha già scontato la pena canonica decisa. Chiaramente in queste situazioni, avendo avuto un precedente, la persona non avrà più contatti con minori.

 

Attualmente, invece, sono 2 i casi di presunti abusi per i quali sono in corso dei procedimenti canonici.

 

Il nuovo servizio presentato  dall'arcivescovo Lauro ha come obiettivi quelli di tutelare i minori e promuovere nella diocesi misure adeguate di prevenzione degli abusi sessuali e violenze ma anche accogliere segnalazioni di casi che si sono verificati nella Chiesa trentina e all'interno di associazioni e gruppi ecclesiali, impegnati per e con i minori. 

 

L’iniziativa diocesana ha preso le mosse, per volontà dell’arcivescovo Lauro Tisi, nella primavera del 2018, con la costituzione di un apposito Tavolo di lavoro, al fine di dar vita a un Servizio diocesano per la tutela dei minori, in linea con l’orientamento della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e avvalendosi dell’esperienza della Diocesi di Bolzano Bressanone, apripista a livello nazionale.

 

L’Arcivescovo ha nominato referenti del Servizio don Stefano Zeni, Pro-Direttore dell’ISSR “Romano Guardini” (Istituto Superiore di Scienze Religiose) e don Tiziano Telch, rettore del Seminario diocesano. Compito fondamentale del Servizio diocesano per la tutela dei minori sarà l’impegno a favorire la prevenzione attraverso interventi informativi e di sensibilizzazione sul tema, in tutti gli ambiti della realtà diocesana, sostenendo i gruppi parrocchiali ed ecclesiali nella stesura e nell’applicazione di linee guida sulla prevenzione e sugli interventi per la tutela dei minori e dei soggetti vulnerabili. Il Servizio diocesano potrà attivare collaborazioni con le realtà pubbliche e del privato-sociale, per favorire una cultura diffusa della prevenzione che ponga la massima attenzione ai minori e al loro benessere.

 

All’interno del Servizio opera uno Sportello di ascolto, con il compito di accogliere segnalazioni di eventuali abusi o sospetti di abusi, relativi al solo contesto ecclesiale, anche se lontani nel tempo. Monsignor Tisi ha nominato Responsabile dello Sportello la dottoressa Barbara Facinelli, psicologa, che da anni lavora come educatrice in servizi socio-educativi.

 

Lo Sportello risponde al numero telefonico 345/0567013 e all’indirizzo mail tutelaminori@diocesitn.it. L’indirizzo postale è: Servizio Tutela Minori, piazza Fiera 2 - 38122 Trento. Lo Sportello, con piena disponibilità all’ascolto e alla riservatezza, verifica la verosimiglianza delle segnalazioni e offre indicazioni e consulenza alle persone coinvolte direttamente o indirettamente nelle situazioni segnalate, con suggerimenti per un supporto psicologico, legale, spirituale.

 

Lo Sportello informerà della possibilità di segnalare i fatti alle competenti autorità dello Stato. Le segnalazioni, se relative al clero e se non manifestamente infondate, vengono prese in carico dall’Ordinario diocesano, che attiva quanto previsto dall’Ordinamento canonico.

 

Parte sostanziale del Servizio diocesano per la tutela dei minori è rappresentata dal Tavolo degli esperti, pure di nomina vescovile, costituito da tredici membri, scelti tra professionisti di ambito psicologico, pedagogico, legale, sanitario e pastorale, in parte già coinvolti nella fase di progettazione del Servizio.

 

I Referenti del Servizio sono nominati per 2 anni; Responsabile dello Sportello e Tavolo degli esperti rimangono in carica 5 anni. Del Tavolo, oltre ai Referenti del Servizio don Stefano Zeni e don Tiziano Telch e alla Responsabile dello Sportello Barbara Facinelli, fanno parte: Daniela Pisoni, psicoterapeuta; Manuela Evangelisti, tecnico riabilitazione psichiatrica; Loredana Lazzeri, pedagogista; Irene Perenzoni, avvocato; suor Chiara Curzel, teologa; don Davide Facchin, psicologo; Bruno Daves, rettore Collegio Arcivescovile; Roberto Giuliani, referente diocesano IRC; Daniela Longo, avvocato; Franca Gamberoni, mediatrice familiare. Il Servizio mantiene contatti stabili con altre Diocesi e con il Servizio per la tutela dei minori della CEI (Conferenza Episcopale Italiana).

 

“La Diocesi di Trento – ha sottolineato l’arcivescovo Lauro in conferenza stampa - compie un passo convinto verso un maggiore impegno nella tutela dei minori, ponendo al centro il loro benessere per quanto attiene ogni attività in ambito ecclesiale. Riconosciamo che su questo terreno la Chiesa è stata storicamente in difetto. Il desiderio è quello di fare la propria parte in assoluta trasparenza. Al contempo, vorremmo richiamare tutti, a cominciare dalle altre istituzioni, a un’assunzione di responsabilità per fare di più e meglio per la tutela dei minori o degli adulti vulnerabili. Questa iniziativa ha anche lo scopo di salvaguardare il lavoro encomiabile e generoso di quanti nei nostri ambienti si spendono nell’educazione dei minori”.

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